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X Factor

Biasin: Agnelli cattivo, competente, ironico. Così la tv scopre il rocker anti tv

Biasin: Agnelli  cattivo, competente, ironico. Così la tv scopre il rocker anti tv

Manuel Agnelli è un nuovo giudice di X-Factor. Giovedì il talent dei canterini ha fatto il solito botto di ascolti, qualcosa come 1 milione 290 mila spettatori su Sky Uno. La formula del programma è sempre la stessa: aspiranti cantanti rischiano la figura di merda di fronte all' Italia intera nella speranza di convincere la giuria e fare soldi e successo come Mengoni o la Michielin.
La produzione ha invece cambiato i «giudicanti»: c'è Fedez che, è vero, se la tira tipo fionda, ma comunque «di musica ci capisce», ha fatto i soldi come Mengoni e quindi c' ha ragione lui; c' è Soler che è una specie di Mika ma più arrapato; c' è Arisa che ha la voce di un usignolo e l' atteggiamento di chi da un momento all' altro potrebbe issarsi sopra al bancone e urlare «e ora facciamo come a Filicudi! Il bagno tutti nudi!» con tanto di bocciodromo mostrato agli astanti. Poi c' è Agnelli.
Agnelli son 30 anni e passa che produce buona musica con gli Afterhours, ma nel frattempo le copertine di Tv Sorrisi e Canzoni se le sono prese gli altri. Anche Povia, per dire.

Non che la cosa l' abbia disturbato più di tanto, più facile che ci siano rimasti male i piccioni.
Ma non divaghiamo. Prima della trasmissione molti di noi pensavano: «Chissà che rottura di maroni quest' anno». Invece no. Merito di Agnelli, che pur avendo la faccia da infame di Severus Piton (il capellone di Harry Potter) nasconde tante cose belle.
La prima cosa bella di Agnelli è che quando ti dà dello stronzo non ti viene da rispondergli «tua sorella in carriola», ma «grazie, mi hai aperto gli occhi». Sarà per paura, sarà che ti dà l' idea di uno che non spreca parole: se ti dice «stronzo» è perché probabilmente lo sei.

La seconda cosa bella di Agnelli è che leggendo tutti i peana a lui dedicati in questi giorni non starà pensando «sono er più fico der bigonzo» e neanche «pezzi di fango, dove siete stati negli ultimi 30 anni?», semplicemente non gliene frega una mazza.
La terza cosa bella di Agnelli è che nonostante l' apparenza ha più tatto di chi pensa di avere tatto. L' altra sera a un certo punto un tizio di Tor San Lorenzo si è messo a cantare «Tutto l' amore che ho» di Jovanotti. Alle prime note molti si sono guardati come per dire «prima o poi l' Apocalisse doveva arrivare». Agnelli no, gli ha detto: «Sei simpatico, ma non è la tua strada». Con altri bravini, quelli in bilico tra il «forse ho un futuro nella musica o forse no» è stato molto più diretto. «Questo lo vedevo al Festivalbar negli anni '80». «Tu non hai talento». «Non vi si può guardare». 

«Ma tu hai degli amici che ti hanno sentito prima di venire qui?». «È il vostro conformismo da anticonformisti che non sopporto». Il tutto senza mai un sorriso (come se avesse una parentela stretta con Handanovic) e senza mai uno scatto. Una specie di Morgan dopo il «trattamento Paolo Brosio».

La quarta cosa bella di Agnelli è che non ha preconcetti. A un certo punto sono arrivati 5 pischelli che gli mancava solo il cartello «vogliamo trombare come gli One Direction». Li ha fatti cantare, erano bravi, gli ha detto «siete bravi». Una grande prova di maturità per uno che nel 1997 ha scritto «sui giovani d'oggi ci scatarro su». Con un gruppo scout che ha cantato un pezzo di Venditti è stato ancora più sincero: «Siete scout... Vi vestite come vi vestite... Cantate Venditti... Ero pronto a spararvi! Ma siete bravi. Per me è "sì"». Il tutto senza ovviamente sorridere manco per sbaglio.

La prima cosa brutta di Agnelli è che se un giorno lui e Soler giocassero a «citami una tua strofa» lui gli direbbe «Stringimi madre/ Ho molto peccato/ Ma la vita è un suicidio/ L' amore un rogo» e lo spagnolo gli risponderebbe «Mira, Sofiaaaaa!/ Sin tu mirada, sigo! / Sin tu mirada, sigo!». E a quel punto probabilmente Manuel chiederebbe ad Arisa di tirargli una tettata per porre fine al supplizio.

di Fabrizio Biasin

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