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Intervista al patron di La7

Urbano Cairo contro Pier Silvio: La7 batte Rete 4

Cairo contro Pier Silvio: senza pietàEcco le parole che lo fanno a fette

Urbano Cairo, in queste ore, da fuori appare sempre blindato come un cingolato sotto attacco; ma dentro è invaso da un tumulto di gioia e d' audience. Comprensibile.
Nel giorno in cui il duello Matteo Renzi-Gustavo Zagrebelsky arbitrato da Mentana sul referendum fa il botto d' ascolti (8,04%) spingendo l' Italia dello scontro politico nella notte, la sua La7 tocca il record di ascolto medio nel prime time col 7,62% diventando la terza rete italiana dopo Raiuno e Canale5.


Presidente Cairo, al telefono percepisco una sua malcelata euforia. Merito di Mentana? (essendo multitasking, anche il sabato Cairo bascula allegramente tra famiglia, Torino, Corriere della sera, La7. Prende fiato e parte in modulazione televisiva).
 «Il duello Renzi-Zagrebelsky è andato benissimo, con questi faccia a faccia Mentana si sta scaldando. Ma quello che mi rallegra sono i numeri: non solo la rete è aumentata del 3,4% rispetto a settembre dell' anno scorso, ed è sopra lo 0,7% rispetto al 2014, ma ha superato l' ascolto del 2012/2013, quando io non c' ero e si erano spesi 113milioni in più. E tenga conto che allora la tv era meno competitiva, non era esploso il digitale e non c' erano, per dire, Tv8 o La9 che fanno poco, ma qualcosina rosicchiano. E questo perché io ho insistito fortemente nel connotare i programmi d' informazione, a dispetto di chi mi diceva che avrei saturato il palinsesto».

Glielo dicevo io, su «Libero», Presidente...
«Appunto, ma si può sbagliare, per carità. Oggi Lilli Gruber fa cose meravigliose col 6,49% di share, DiMartedì il 6,26% e di fatto ha costretto Ballarò alla chiusura, Piazzapulita il 5/6%. Abbiamo un access  tra il 7% e il 9% e un mattino sempre formidabile. Anche La7D cresce dello 0,5% senza metterci la testa. Le confermo: si può sbagliare...».

È vero, però io dicevo anche che lei si sarebbe ingolfato se rimaneva Michele Santoro. Il quale andandosene, diciamo la verità, le ha tolto un bel peso economico e d' ascolto, oltre a dare respiro a Formigli...
«Sì, è vero. L' ultimo Santoro era in fase calante. Ma la verità è una: ormai chi vuole vedere programmi d' informazione e approfondimenti deve andare su La7. Dev' essere sempre la nostra mission. Io stesso, le confesso, lo faccio in automatico.
La notte del dibattito Trump/Clinton ho finito in Rizzoli all' una di notte. Rientrato a casa, sdraiato sul divano ho messo su La7 per gustarmi lo scontro in diretta fra i due».

Ma, scusi, non c' era nessuna diretta su La7...
«Appunto, dico, non c' era. Allora, un tantino indispettito, ho mandato un sms a Mentana alle tre di notte: "Enrico ma perché non abbiamo la diretta con gli Usa?" All' inizio non mi ha risposto».

Forse dormiva.
«Infatti. Mi ha poi risposto alle 6 dicendo che non ne valeva la pena perché era troppo tardi. Invece secondo me serve, come con la Brexit, o le elezioni o il terremoto: l' informazione è il nostro asset. Dalla prossima volta faremo le dirette».

In tema di maestri dell' informazione: quando arriva Giovanni Minoli? Gli avete trovato collocazione adeguata?
«Io credo che i famosi faccia-a-faccia di Minoli (che lui fa anche su Radio24, ndr) andranno benissimo la domenica sera. La gente in questo momento ha fame di approfondimento soprattutto politico».

Il talk è morto, il talk è risorto. Di fatto, quindi, voi fate servizio pubblico?
«Di fatto sì. Se toglie i tg, alla Rai è rimasto solo Vespa, e, fuori Porro, questo Semprini che noi battiamo sempre, soprattutto perché abbiamo dato fiducia a Floris che era partito al 3%. Mediaset ha Del Debbio e Belpietro che battiamo. Noi andiamo un po' fiacchi con Paragone, è vero, che se nota, non è più garibaldino, s' è messo la giacca blu, e la gente ha bisogno di metabolizzarlo. Però siamo di certo servizio pubblico, e vedremo di riuscire ad ottenere una parte del canone, mi pare giusto».

Ma, scusi, non c' è anche Sky che tratta l' informazione come voi, se vogliamo esser pignoli?
«Sì, ma Sky la paghi. Noi siamo gratis, se permette...».

Torniamo all' approfondimento politico. Noto che la figura di Renzi, specie nella dinamica del "duello" torna a fare ascolti. Vi siete chiesti il motivo, nelle analisi delle curve d' ascolto?
«Banalmente, non è più come nel 2014 quando era uno schiacciasassi, quasi noioso nell' invincibilità. Ora, più s' avvicina il referendum, più regna l' incertezza, e la gente vuole informarsi».

Ci saranno sinergie tra La7 e la nuova proprietà del «Corriere della sera», cioè sempre lei?
«Ci stiamo lavorando. Ora sto vagliando tutte le inefficienze. Il Corriere è un ambiente altamente parcellizzato. Mi sto inoltrando personalmente in un ginepraio di clienti, fornitori, fatture. Sto controllando personalmente tutte le fatture, una ad una, e sono più di 4000 al mese. Se esclude un paio di giorni a Roma o in Spagna, gli ultimi due mesi mi sono piazzato in Rcs, e, di solito, non mi scollo prima di mezzanotte. Un lavoro folle, mi creda».

Le credo. E mi dicono che a Rcs i manager con lei stanno impazzendo...
«Bè, giusto, no? È bene che abbiano il senso della drammaticità che avvolge questa azienda. Non è che mi diverta a spulciare i conti, ma se faccio uscire Rcs dalla palude non è un bene solo per me ma, credo, per tutta l' editoria italiana. Per ora l' approccio con i dipendenti è molto positivo: molti di loro sono tornati apposta dalle ferie per incontrarmi, molti le hanno rimandate (un' altra versione è che siano stati "fortemente richiesti" al ritorno per lavorare d' estate.
Pare che un noto direttore sia stato richiamato dalle Olimpiadi col biglietto giò in mano, ma con Cairo le leggende sono facili al florilegio...ndr)».

Come li vede i suoi prossimi mesi, Presidente?
«Che domanda. Al lavoro, no?...».

di Francesco Specchia

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Commenti all'articolo

  • rinnopesca

    03 Ottobre 2016 - 15:03

    Ma siete veramente patetici per dirvi poco ora date anche dati falsi sulle reti Merdiaset, per una volta che Mentana a fato adudens anche il sottoscritto che non vede mai la TV la 7 ho visto quella trasmissione con metana Renzi e il professore

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