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Daria Bignardi senza vergogna: "Rai 3 non è renziana. Tagliarmi lo stipendio? Non è giusto parlarne"

Daria Bignardi

Alle prese con una vertiginosa crisi d'ascolti e con beghe e screzi tutti interni a Rai 3, la zarina Daria Bignardi getta benzina sul fuoco, o almeno ci prova. "Cambiare solo le cose facili non sarebbe stato serio", spiega la direttrice di Rai 3 in un'intervista a Repubblica. Poi si va subito al sodo, a Politics di Gianluca Semprini, sempre più in basso negli ascolti: "Non chiuderà. Se ho sbagliato a cancellare Ballarò? Ma no, Politics sta sperimentando un nuovo formato e un nuovo volto, gli serve tempo (...). Detto questo, non va bene che gli ascolti siano diminuiti e dopo la prima pontata ci siamo lavorando".

Quando le rimproverano il calo d'ascolti, la Bignardi ribatte spiegando che "sono in crescita costante e vanno già meglio dell'anno scorso: quasi mezzo punto in più settimanale nonostante il punto in meno del martedì sera. E ancora devono arrivare Rischiatutto, il programma sulle nuove unioni civili che si intitola Stato Civile, Pif e Virginia Raffaele in primavera".

Uno dei passaggi più interessanti dell'intervista è quando ricordano alla direttrice l'accusa - difficilmente smentibile - secondo la quale sarebbe una ultrà renziana. Bignardi risponde: "Non capisco cosa voglia dire". Dunque cita una serie di format, e aggiunge: "I programmi possono essere buoni o meno buoni, non renziani o meno renziani. A me molti sembrano buoni, al pubblico pure, dicono le risposte". Insomma, la Bignardi e la sua rete, a parere della direttrice, non sarebbero renziane.

Infine, una battuta sul suo stipendio da 300mila euro, superiore al tetto di 240mila euro previsto dalla nuova legge. Quando se lo taglierà? "Beh, non posso tagliarlo io e non sarebbe serio ne discutessi io - risponde la Bignardi -. Ho accettato per spirito di servizio e curiosità intellettuale. Se vuole la mia, questa campagna non è una buona cosa per tutti i profili professionali, né per la competitività dell'azienda, e quindi neanche per chi paga il canone. E vorrei ricordare che per la prima volta i direttori di rete hanno contratti a termine. Ma mi adeguerò alle regole, come ho fatto finora e com'è giusto".

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Commenti all'articolo

  • zuma56

    21 Ottobre 2016 - 09:09

    Siamo decisamente una repubblica delle banane, anzi peggio. In una democrazia appena appena funzionante una cosa così non sarebbe neppure pensabile.

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  • oldpeterjazz

    11 Ottobre 2016 - 12:12

    Beh, essere la nuora del terrorista Adriano Sofri dovrà pure comportare qualche vantaggio ?! O no ?

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  • deluso50

    11 Ottobre 2016 - 12:12

    Personalmente penso che la Signora Bignardi non sia all'atezza di occupare tale incarco. Ma mi diverte, in senso di tristezza, leggere che ha accettato ....per spirito di servizio...Ma 300.000 euro di stipendio cosa pensa che siano noccioline !! La potenza distruttrice della politica è sotto gli occhi di tutti !!!! Andy

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  • bettym

    11 Ottobre 2016 - 11:11

    ..e poi dicono che devono essere diminuite le pensioni per poter far fronte alla sanità... Ecco dove vanno presi i soldi che mancano!! 300.000€ all'anno ad un dirigente di rete della tv pubblica???? Ma stiamo scherzando...già 1/3 sarebbe moltissimo e così con tutti gli altri...Non ci sarebbe più bisogno di toccare le pensioni minime..nemmeno 500€ al mese!!

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