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Pets, il film che ci rivela cosa fanno (e pensano) cani e gatti quando non sei in casa

Pets, il film che ci rivela cosa fanno (e pensano) cani e gatti quando non sei in casa

Questa settimana c’è “Pets - Vita da animali”, film di animazione di Chris Renaud e Yarrow Cheney al primo posto del Box Office italiano: al suo debutto nel Belpaese ha incassato ben quattro milioni e mezzo e si sta rivelando un successo in tutto il mondo dove finora ha superato 848 milioni ai botteghini.

Sbaglia, chi si aspetta un semplice cartone animato. È a tutti gli effetti un bellissimo film sugli animali, amati non a caso da tutte le persone coinvolte nella realizzazione della pellicola che hanno tratto ispirazione proprio dai loro pet nella creazione dei vari personaggi. Per esempio, Max, il protagonista, è un Jack Russel, a quanto pare molto simile ai due cani di Chris Meledandri, il fondatore di Illumination Entertainment che ha prodotto il film.
Un film che risponde alle nostre domande: che cosa fa il mio cane o gatto quando lo lascio solo a casa? Soffre, mi aspetta dietro la porta, si dà alla pazza gioia rotolandosi su letto, divano e dintorni; distrugge con precisione soprammobili e tessuti sapendo scegliere con acuto senso i più pregiati e costosi, oppure esce dalla finestra in cerca di avventure?

Purtroppo l’attesa disperata di Max dietro la porta di casa contando i minuti, le ore, che li separano dalla cara padrona non è solo una fantasia umana. Il tenero cagnolino mostra la sua sofferenza per la solitudine in un silenzioso appartamento metropolitano di New York. Viziatissimo dall’affettuosa e giovane Katie, costretta a lasciarlo tutto il giorno da solo per lavoro, per Max arriva il momento di dover dividere i suoi spazi con un nuovo compagno, il gigantesco, goffo e indisciplinato meticcio Duke, salvato dal canile dalla stessa Katie. Fin dal primo giorno tra i due cani nascono tensioni e rivalità, Max fa di tutto per liberarsi del nuovo ospite; inizieranno a collaborare solo dopo essersi perduti tra i pericolosi quartieri di New York, lontani da casa, in mezzo ad animali aggressivi, guidati da Nervosetto, un coniglietto un po’ folle, desideroso di vendicarsi degli esseri umani che lo hanno abbandonato.

Nella città della Statua della Libertà - che appare all’inizio del film -, del ponte di Brooklyn, del Central Park, mentre Taylor Swift intona “Welcome to new York”, Max e Duke ne combinano di tutti i colori, si fanno inseguire persino dagli accalappiacani. Ci sono spunti che fanno riflettere: lo scoiattolo che scorrazza sugli alti rami sfiora la finestra dell’appartamento di un cane recluso. E il pensiero corre ai detenuti nelle carceri di massima sicurezza. C’è anche la storia d’amore a lieto fine tra Max e Gidget, cagnetta Pomerania, segretamente innamorata di Max, che lo scorge attraverso i vetri, da un grattacielo vicino. Si celebra l’alleanza, o almeno non belligeranza, tra le specie animali che con gli esseri umani hanno rapporti affettivi consolidati e le altre, vittime di abbandoni animate da un feroce rancore per gli umani. Insomma il film ruota su una tribù di splendide creature domestiche costrette ad organizzarsi per sopportare la solitudine causata da padroni crudeli, anche se inconsapevolmente.

E mentre gli scenografi hanno dichiarato di essersi ispirati ai disegni del celebre illustratore Jean-Jacques nell’intento di creare una versione autunnale e romantica della Grande Mela, i creatori si augurano che il film possa indurre chi ha un animale domestico a prendersene cura al meglio e convincere chi ancora non ne ha ad adottarne uno. Vi ricordo: Duke è stato salvato dal canile e gli animali ribelli capitanati da Nervosetto sono stati vittime di abbandono.

di Daniela Mastromattei

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