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Cantante e autrice

Parla Emma: basta etichette mi metto a nudo

La cantante lancia il quarto album preparato in tempo record: "E poi torno in tour"

La copertina dell'album "Schiena" di Emma Marrone

di Alessandra Menzani

Emma non si ferma un attimo. Ha appena concluso  46 date di un  tour faticossissimo sul piano fisico, iniziato appena dopo il Sanremo che lo scorso anno ha vinto. Ha rifatto Amici e ora, sempre nel talent che le ha dato la possibilità di sfondare, è diventata capitano della squadra dei Blu, ogni sabato sera su Canale 5. Non paga, pubblica in tempo record (una preparazione di due mesi) il suo quarto album, Schiena, con Universal, il cui primo singolo Amami, va già fortissimo. La sua nuova «creatura» la fa ascoltare ai giornalisti in un modo singolare: organizzando un tour in autobus, ieri a Milano. «L’auto è lo spazio in cui la musica mi tiene più compagnia e mi emoziona», spiega Emma, minutissima, in jeans, stivali, giacca di pelle e una cuffia da cui spuntano i capelli biondi.  

Schiena è il suo quarto album e  lo racconta così: «Segna la mia rinascita, non dopo uno stallo, che non ho ancora subito per fortuna, ma perché abbraccio questo mestiere spogliandomi delle etichette che altri mi hanno messo o che mi sono messa da sola». Nella copertina, infatti, Emma è nuda. Coi capelli raccolti in una treccia, romantica e femminile. «Volevo spogliarmi di tutto, non volevo fare la bellona in copertina. Nuda come un verme: così non posso difendermi. Volevo dire: questa sono io, faccio la cantante, suono, compongo. Non metto il giubbotto per fare la rocker, non vesto bon ton per far vedere che non sono una camionista. Mi voglio godere la mia maturità». Canzoni dal sapore «nanniniano» (In ogni angolo di me) si alternano a omaggi ad artisti pop (L’amore non mi basta lo è di Try di Pink) a pezzi sorprendenti come Schiena e 1,2,3. 

 Nel disco due brani sono stati scritti dalla stessa Emma (Amami e In ogni angolo di me) e ci sono collaborazioni di giovani come Fabrizio Moro, Daniele Magro, Niccolò Agliardi e Nesli, tra gli altri. «Ho puntato su artisti emergenti. Schiena - che per Emma è uno scudo protettivo, la parte del corpo che si piega ma non si spezza - è cantata da Naskà, una scrittrice fantastica. Nesli è un amico che ha scritto la canzone per me. In questo pezzo ho chiesto io di “rappare”. Volevo dimostrare di esserne capace. Daniele Magro arriva da X Factor: dimostriamo che chi crede nella musica mette da parte preconcetti e le rivalità tra reti. Ci sono belle firme». E c’è un altro nome famoso: per Emma ha suonato il batterista newyorkese Mylious Johnson. «Ecco come l’ho conosciuto: ero nel Salento a sentire i Club Dogo. Mi giro e vedo Mylious. Io: “Ma sei Mylious?”. Lui: “Ma sei Emma?”. Si è proposto di suonare la batteria nel mio disco. Pensavo scherzasse. Invece mi ha richiamato: era tutto vero». 

 

Le tracce  parlano soprattutto d’amore. Se rinasci, scritta da Agliardi, tratta il tema della morte e della reincarnazione. «Di persone che non ci sono più, è stata dura cantarla, è stato come  essere andata in analisi». I puristi le rinfacceranno che sfrutta  il talent Amici per fare promozione dell’album. «Ognuno sceglie la sua strada. Un disco deve vendere. Amici va incontro alla gente. Magari certi giornalisti non mi considerano una vera artista perché scelgo un programma popolare e non uno spazio chic,  ma i dischi li compra la gente». Emma parla della musica che le piace. «Gianna Nannini, Depeche Mode, Mengoni, i Negramaro, gli emergenti. Con Spotify ho riscoperto Johnny Cash. Dal vivo la band una spanna sopra tutti, secondo me, sono i Muse».

 

L’album è stato prodotto in due mesi. «Volevo aspettare, ma poi ho pensato: la vita è adesso. Sono stata troppo tempo a morire di fame quando ero abbandonata in Salento». La cantante parla della sua famiglia. «Mio padre è la persona di cui mi fido di più. Mia madre non ha ancora capito bene il mio mestiere». Racconta un aneddoto. «Quando ho vinto Sanremo sono tornata in albergo alle cinque del mattino. Avevo in braccio il leoncino della vittoria, credevo che mia madre in stanza mi avesse preparato una festa. Invece mi disse: “A quest’ora torni? Vattene subito a dormire!”». 

Emma annuncia un nuovo tour: «Non so ancora quando, ma lo farò».

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Commenti all'articolo

  • blues188

    09 Aprile 2013 - 10:10

    Solo fino al periodo nel quale erano i migliori ad emergere (in seguito ha funzionato solo la raccomandazione e la nascita al Sudde), le donne e gli uomini meridionali, pieni di invidia, descrivevano quelle che si spogliavano facendo intravvedere le caviglie, come delle puttane squallide e meretrici professionali. Ora che il successo è stato rubato con tutte le furberie possibile, tocca alle donne del Sud a fruire del successo costruito a tavolino e con notevoli furbizie. Però qualcuna non contenta (ben sapendo cosa valga) inizia a spogliarsi e a far vedere ben più delle caviglie. E tutti a dire "Oh che bello, oh che meraviglia". Ma l'etichetta di puttanelle rimane e anzi, ingigantisce. Vero Marrone?

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