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L'intervista

Del Debbio: "Vi spiego come ho battuto i mostri sacri della tv"

Ascolti-top per 'Quinta Colonna': "Meglio di Lerner e Formigli. Basta mettere la zavorra ai politici"

Paolo Del Debbio

Paolo Del Debbio

È da alcuni anni uno dei volti più popolari dell’informazione Mediaset. Ha portato al successo la rubrica Secondo Voi e subito dopo raccolto il testimone di Claudio Brachino a Mattino 5. Ora, però, Paolo Del Debbio si dedica esclusivamente alla sua ultima creatura: Quinta Colonna. Lunedì scorso si è conclusa la prima stagione di questo approfondimento nella versione settimanale (la striscia quotidiana, invece, andrà avanti ancora per un mese).

Paolo, è soddisfatto?

«Beh, direi proprio di si. In questa prima stagione abbiamo realizzato uno share medio del  7,1 %, che per Rete4 è un ottimo dato. Al di là dei numeri, siamo sopravvissuti nella giungla della concorrenza, andando contro delle corazzate come Il Commissario Montalbano, per non parlare di eventi come il Festival di Sanremo e Miss Italia. Tra l’altro, i nostri dirimpettai fissi su La7 erano prima Gad Lerner con L’Infedele e poi Corrado Formigli con Piazzapulita: non si tratta degli ultimi venuti! Sono due grandi professionisti: affrontarli per noi è stato stimolante e ci ha portato un gran bene. Abbiamo vinto quasi tutti i confronti».

Qual è il segreto del successo di Quinta Colonna?

«Una formula diversa, basata sul criticatissimo uso delle piazze. La gente, però, dimostra di amare questa chiave narrativa».

Anche nella sua rubrica Secondo Voi la gente per le strade era molto presente.

«In maniera diverso, però: a Secondo Voi ero io ad esprimere un punto di vista sui temi trattati. Sono affezionato a quella stagione: realizzavo il programma insieme con un amico che non c’è più, Giorgio Medail.  Ma quell’esperienza è chiusa: a Quinta Colonna il protagonista non sono io, ma la gente, insieme agli ospiti in studio. Dico sempre che i politici sono come le mongolfiere: bisogna mettergli la zavorra, altrimenti volano sopra le nuvole; e la zavorra per me è la piazza».

Saprebbe dirmi quali fasce di pubblico seguono il programma?

«Gli spettatori abituali di Rete4, più qualcun altro. Ma non mi occupo di questo: io so essere solo così come sono; se il pubblico non gradisce, può cambiare canale». 

Lunedì si è concluso l’appuntamento settimanale di “Quinta Colonna”: la striscia quotidiana, però, va avanti fino al 19 luglio.

«Esatto. Con il quotidiano arriviamo al 5% di share: speriamo di crescere, ma per ora siamo soddisfatti. L’access prime time è una fascia delicatissima: in controprogrammazione c’è tutto il meglio».

Com’è cambiata l’Italia da quando c’è Quinta Colonna? Oggi vi occupate di temi diversi?

«Sono successe un bel po’ di cose: le principali sono l’ascesa del Movimento Cinque Stelle e il governo di larghe intese; in pratica, la dinamite e il sonnifero».

A proposito: la scorsa settimana, un suo inviato, Vittorio Romano, ha avuto problemi con alcuni esponenti grillini. Cos’è successo?

«Sono loro che hanno problemi a parlare con i giornalisti. Noi siamo più che tranquilli».

Poi, però, Beppe Grillo le ha anche fatto un complimento.

«Si, mi ha chiamato “angelo dell’informazione”, ma bisognerebbe chiedere a lui o a Casaleggio cosa intenda dire».

Le manca Mattino 5?

«Certo: è stata una bella esperienza. Soprattutto, mi manca la mia amica Federica Panicucci».

Un’ultima curiosità: come sta cambiando l’informazione targata Mediaset?

«Berlusconi in una recente intervista ha dichiarato di voler trasformare Rete4 in un canale attento all’informazione: mi pare lo stia facendo».

intervista di Gianluca Montanino

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