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Piegato a 45 gradi

Crolla un mito, Michael Jackson aveva delle scarpe speciali

Per i suoi mitici balli la popstar indossava delle calzature truccate

Crolla un mito, Michael Jackson aveva delle scarpe speciali

Quella sua sfida così leggera ed elegante alla legge della gravità ha fatto la storia. Al punto da diventare una meta per ogni ballerino. Peccato che dietro a tanta agilità ci fosse un trucco. Era il 1987, quando Michael Jackson spopolava in tutto il mondo con la hit Smooth Criminal: nel videoclip che accompagnava il brano, il re del pop si esibiva in un’ardimentosa coreografia, mostrando al mondo intero la mossa, «45° Degree Lean»; in pratica, si piegava in avanti formando col terreno un angolo di 45 gradi. Le gambe tese, i muscoli allo spasimo. L’esile corpo di Jacko, come quello di un supereroe a fumetti, sembrava sfidare la gravità. 

Ma dietro ai movimenti apparentemente prodigiosi, c’era un artificio: la scoperta è stata effettuata grazie al movimento dei maker, ovvero gli artigiani del 2000. Costoro hanno scovato, nell’enorme archivio brevetti digitalizzato da Google, una richiesta del 29 giugno del 1992 che porta il titolo di «Metodo e strumenti per creare l’illusione dell’antigravità» e il codice U.S. Patent 5,255,452. La pratica reca impressa la firma di MJ, con i suoi costumisti Michael Bush e Dennis Tompkins e contiene il segreto della celebre mossa, nascosto all’interno di un paio di scarpe speciali. 

Il tacco delle calzature a punta di vernice (che Jacko indossava sotto al completo giacca e pantaloni bianco diventato un cult, con tanto di cappello Borsalino e fascia azzurra alla manica destra) aveva un incavo a forma di V: dei pioli posizionati sotto il palco emergevano in superficie al momento giusto, permettendo alle scarpe di agganciarsi al terreno. Un tutore teneva ben ferma la caviglia e distribuiva il peso su tutta la gamba, fino ai glutei; in questo modo, la pop star poteva spostare il baricentro molto in avanti, sfidando la fisica. 

Chiaramente, non tutti sarebbero riusciti con un «aiutino» del genere a volteggiare in maniera tanto disinvolta: l’escamotage richiedeva un’ottima forma fisica e una forza fuori dal normale, per riportare il corpo in forma eretta. Tutte caratteristiche che il re del pop possedeva, grazie alla predisposizione fisica e ai rigorosi allenamenti quotidiani. Il trucco delle scarpe «modificate» ha sempre funzionato, tranne che in un’occasione: nel 1996, durante la tappa di Tokyo dell’History Tour, una delle due scarpe mancò l'attacco e Jackson perse l’equilibrio. Ma non il controllo, nè la capacità di improvvisazione: con subitanea creatività rivisitò la mossa così bene da ripeterla poi per anni. Niente delusioni, dunque: Jacko rimane l’artista geniale che tutti conosciamo. 

 

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Commenti all'articolo

  • jacksoniano

    31 Luglio 2013 - 14:02

    ma e' possibile che ancora non avete capito che il cognome di michael jackson e jackson nn JACKO jacko e' un dispreggiativo basta usare questo nome lo stesso artista nn sopportava essere chiamato così e ancora viene menzionato negli articoli così... per me' nn siete normali.....

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  • maverick100

    30 Luglio 2013 - 15:03

    Il fatto che abbia brevettato un sistema per questo tipo di illusione aumenta è solo motivo di vanto per un'artista stravagente e bizzarro ma assolutamente geniale

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  • scorpione2

    29 Luglio 2013 - 12:12

    e' come quella del nostro latrin lover italiano, usare pastiglie blu' o cialis.

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  • frabelli

    29 Luglio 2013 - 00:12

    Che fosse leggero, abile, sinuoso lo era. Che usasse scarpe articolari per spostarsi oltre il baricentro senza cadere era altrettanto ovvio. Un trucco che usavano già in passato comici del film muto e dell'avanspettacolo in Italia. Lo stupirsene desta stupore, non che usasse scarpe truccate

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