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Moratoria "a luci rosse"

California, film hard in stand by. Pornostar positivo all'Hiv

Dall'Aids foundation arriva il monito: "Gli attori devono usare i preservativi"

Jenna Jameson

Jenna Jameson

L'industria dell'hard viene messa in stand by. Almeno per un po'. In California, un pornodivo è risultato positivo al test dell'Hiv e lo stop dei filmati a luci rosse non poteva non arriavare perentorio. Ma i cultori del genere non devono temere. Non è nulla di definitivo. La moratoria infatti "sarà rimossa dopo che il rischio contagio verrà eliminato", ha dichiarato al Ny Post Diane Duke, direttore esecutivo del Free Speech Coalition, l'associazione commerciale non-profit sulla pornografia degli Stati Uniti. Mentre le partner sessuali dell'attore contagiato stanno già effettuando i dovuti controlli, stando alle prime fonti sembrerebbe che il divo hard non abbia contratto la malattia durante le riprese, ma fuori dal set. E questo non è di certo il primo caso che obbliga l'industria pornografica a sospedere la propria attività. Lo scorso anno, una vera e propria epidemia di sifilide aveva coinvolto una dozzina di attori. "Quanti pornostar dovranno ancora essere infettati sessualmente prima che l'industria dei film per adulti si uniformi alla legge, che impone l'uso dei preservativi?", ha dichiarato Micheal Weinstein, dell'Aids Healthcare Foundation di Los Angeles, che, sempre lo scorso anno, si era battuta per un'ordinanza che doveva prevedere l'uso dei profilattici nella maggior parte dei film prodotti. Ma non c'è stato nulla da fare, l'estetica a luci rosse "li vieta". E al pubblico smanioso davanti allo schermo, di fatto, non piacciono.

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