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L'intervista

Sapore di Mare, 30 anni dopo

Gianni Ansaldi, interprete della pellicola-cult dei Vanzina, non parteciperà al remake: "Solo pubblicità, faccio il fotografo. Il mio addio al set? Mistero, come Atlantide"

Sapore di Mare, 30 anni dopo

A 30 anni da Sapore di Mare e in attesa di Sapore di Te (remake firmato sempre dai Vanzina) abbiamo raggiunto uno degli attori del cast originale del classico estivo, Gianni Ansaldi il tormentato fidanzato di Selvaggia/Isabella Ferrari che oggi alterna l'attività di attore a quello di ritrattista. 

Da attore a fotografo. Perché?
"Alterno il lavoro di fotografo a quello di attore in modo molto rilassato".
E anche insegnante...
"Sì, a Genova insegno recitazione a Il Palcoscenico. Ho girato anche un cortometraggio e ne ho in progetto un altro paio".
Da quanti anni esercita come ritrattista?
"Da circa dieci anni, prima facendo ritratti in bianco e nero di personaggi della cultura e dello spettacolo, ora lavoro anche ritratto in studio. Ho alle spalle un libro di reportage su Genova, ispirato al giallista Bruno Morchio, e nel prossimo uscirà un volume su Lampedusa: foto mie, testi di Massimo Ciavarro che è lampedusano d'adozione. A 30 anni giusti da Sapore di Mare 2 un libro mio e di Massimo, non più antagonisti ma coautori...".
Sapore di Mare il remake: cosa ne pensa?
"Che non c'entra nulla con Sapore di Mare. Credo sia solo una trovata pubblicitaria.
Quando ha deciso di abbandonare il set?
"Il perché abbia abbandonato la carriera nel momento di maggior successo voglio che resti tra i misteri insoluti, come la scomparsa di Atlantide...".
Ha mantenuto contatti con qualcuno?
"Con Ciavarro, ovviamente. Per un certo periodo con Giorgio Vignali e con il grande direttore della fotografia, Blasco Giurato, che ho incontrato in altri film nei quali ho recitato come L'ultima estate di Eleonora Giorgi girato, 4 anni fa a, pensa un po', a Lampedusa. Dove sono adesso mentre sto scrivendo".
Anche Giorgia Fiorio è fotografa. Avete mai collaborato? 
"Mai. E neanche mai più incontrata. Ma apprezzo il suo lavoro. Spero altrettanto lei il mio...".

di Marco Petrelli

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