Cerca

Provocazione

Nuda e con il burqa di jeans:
Diesel fa infuriare l'Islam

Il manifesto sta facendo il giro del mondo grazie alla Rete e ha già suscitato l'indignazione dei musulmani, ma anche delle femministe

Il manifesto pubblicitario di Diesel

Il manifesto pubblicitario di Diesel

La modella vestita solo di un burqa di jeans, con braccia e schiena tatuati in vista, e la scritta "Non sono quello che sembro": Diesel ha lanciato una nuova campagna pubblicitaria choc in un contesto politico segnato da continue tensioni di islamofobia. Il manifesto sta facendo il giro del mondo grazie alla Rete e ha già suscitato l'indignazione di musulmani, femministe e anche di quanti ritengono che la pubblicità ed i pubblicitari debbano pur porsi dei limiti. Gli internauti si ritrovano divisi, anche con toni duri, tra quanti sostengono che anche solo una fotografia che appare come una garbata ed elegante provocazione, può tradursi in un'offesa all'Islam, e chi sostiene che arte e pubblicità ormai vanno a braccetto e che, quindi, limitare la fantasia dei creativi sarebbe come porre un freno alla libertà d'espressione. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • allianz

    25 Ottobre 2013 - 08:08

    Qualcuno sa il motivo per cui gli straccioni si sono incazzati?Quel braccio esposto a nudo...Se poi volete accertarvene di quel che dico basta andare in un qualsiasi supermarket saudita e vedrete i "censuratori" all'opera con robusti marker occupati a spennellare le parti tipo braccia e gambe scoperti....Di solito sono Pakistani i più lerci osservatori dell'Islam.Fanno solo quel lavoro,ed anche bene...Spennellano continuamente per tutto il giorno riviste,magazine,giornali tutto ma proprio tutto.A quei lerci bastardi non sfugge nulla.In quanto se arriva la n'Tawe sono cazzi amari per loro...

    Report

    Rispondi

  • 19gig50

    18 Settembre 2013 - 00:12

    Questi s'incazzano di tutto. Come potrebbero convivere con noi? Ditelo alla ministra, non è possibile.

    Report

    Rispondi

  • stefano.greci

    17 Settembre 2013 - 20:08

    parliamo poi dell'egitto. dove prima della rivolta democratica che hanno appoggiato moltissimi imbecilli teste di burka le donne in molte città viaggiavano in mini con le poppe in evidenza. ora a causa dei soliti non ignoti ma ignobili bendano anche le statue in nome della democrazia.

    Report

    Rispondi

  • francoruggieri

    17 Settembre 2013 - 19:07

    A parte l'inquisizione, deviazione folle di qualche papa pazzo, vorrei far notare una differenza fondamentale, che riguarda le basi del cristianesimo e dell'islam. Indipendentemente dall'essere Gesù o no figlio di Dio, consideriamolo alla pari di maometto, cioè fondatore di una religione (anche se l'islam non lo è: è una dottrina imperialista condita di religione per farla obbedire ciecamente). L'unico fatto "violento" di Gesù fu il colpire i mercanti del tempio con una frusta di cordicelle. Figuriamoci che male potesse fare! maometto (mi rifiuto di scriverlo con la maiuscola) invece agli inizi della sua ascesa fece uccidere i suoi oppositori, poi massacrò centinaia di famiglie ebree, rapinò 25 carovane in 18 mesi, infine siglò un patto con i meccani assicurando che per 5 anni non sarebbe entrato nella Mecca, mentre dopo soli 2 anni la invase. Il confronto non regge? Parliamo allora del "porgi l'altra guancia" rispetto alla prescrizione di massacrare i cosiddetti infedeli. Va bene ora?

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog