Cerca

In uscita "Un castello in Italia"

Una Carlà da rdidere, un film sui Bruni
dirige la sorella: ma la trama è grottesca

Carla Bruni

Carla Bruni

Se volete rilassarvi con un film comico a sua insaputa, non perdete Un castello in Italia, diretto e interpretato da Valeria Bruni Tedeschi, in uscita sugli schermi italiani il 31 ottobre.  Vedrete la storia di una ricca famiglia, quella dei Bruni Tedeschi, espatriati da Torino a Parigi ai tempi delle Brigate rosse, timorosi di sequestri ed estorsioni. Valeria, attrice-regista, quarantanove anni a novembre, che si era già cimentata in citazioni familiari con È più facile per un cammello...,  sostiene che era sua intenzione rifarsi a Il giardino dei ciliegi di Cechov,  per narrare il declino delle finanze familiari e la vendita obbligata della magione di famiglia. Distanza siderale dall’autore russo.

Attrazione fatale  Di certo i Bruni Tedeschi restano campioni di stranezze, a cominciare appunto da Louise-Valeria, che (incipit del film) lascia  un monastero dove si era ritirata a pregare, attraversando un bosco, stile attempata Cappuccetto Rosso. Lungo il sentiero non l’aggancia il lupo, ma l’attore Nathan-Louis Garrel, fulminato da attrazione fatale, mentre lei sta cercando a terra il perduto rosario che aveva acquistato da un monaco. 

Da notare: Louis Garrel, anche lui afflitto da megalomane autoconsiderazione di famiglia risalente a papà Philippe, nouvelle vague ormai polverosa nel dna, ciuffo spropositato, quasi vent’anni meno di Valeria (lui ne ha trenta), è stato il suo fidanzato sino allo scorso anno. Non paga di ingaggiare la famiglia, Valeria assolda anche gli ex (ma forse al momento delle riprese lui era ancora in carica). La nostra sventatella un po’cresciuta dapprima lo rifiuta, è ansiosa di tornare a casa, per litigare di continuo con la madre (Marisa Borini, proprio quella vera), attrice e pianista svaporata che veste giovanilista, parla con la Madonna da pari a pari, e racconta di qualcuno in famiglia che aveva buoni rapporti con Hitler. Soprattutto, Valeria è felice di stare accanto al fratello (Filippo Timi), malato di Aids, che bacia con trasporto sulla bocca, e giudicate voi il sospetto di incesto. 

Intanto Nathan-Louis non si è arreso, l’ha inseguita portandole un rosario alternativo, e lei di colpo scopre che la differenza d’età non è poi così grave. Sesso compulsivo, Valeria vuole un figlio prima che sia troppo tardi, lui no, ma si adegua, inclusa masturbazione coatta in un centro di fecondazione assistita. Per  rendersi conto subito dopo che l’imposizione ha ucciso l’amore. Di seguito: Louise-Valerie va persino a Napoli, onde posizionarsi sopra una sedia miracolosa nel favorire  le gravidanze. Inutile, il fratello nuore, la madre se ne infischia e va a Londra a vendere all’asta un quadro di Bruegel, e anche il castello prende il volo. 

La sorella In compenso torna Louis, a differenza della realtà, perché nel frattempo Garrel jr. ha sposato un’altra. Sospetto finale: ma l’ardore creativo di Valeria-regista non sarà  tutta invidia per la sorella Carlà, più bella, più sposata (persino con un presidente), coronata da successo mondiale e madre di due figli? Tutto quello che lei non ha avuto. Speriamo non abbia sorriso per la recente «caduta» di Carlà in pubblico, che ha dimenticato il testo di una canzone durante una serata a favore dell’Alzheimer. Figuraccia così amara da non consentire neppure la battuta, per rispetto del triste contesto in cui si è verificata.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog