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Il commento

Aldo Grasso: "Cruciani e Parenzo hanno messo una pietra tombale sulla loro carriera in tv"

Per il critico del Corsera, Giuseppe e Parenzo con Radio Belva "hanno messo una pietra tombale sui talk show, e sulla loro carriera"

Aldo Grasso e Giuseppe Cruciani

Aldo Grasso e Giuseppe Cruciani

Dopo la bocciatura di Mediaset per eccesso di volgarità e flop totale in termini di ascolti (programma chiuso dopo la prima puntata, complici le follie di Vittorio Sgabri), la Radio Belva della premiata ditta Giuseppe Cruciani e Giuseppe Parenzo raccoglie anche la stroncatura del più severo dei critici televisivi, Aldo Grasso del Corriere della Sera. In verità, Grasso non sembra bocciare in toto la trasmissione. Certo, nemmeno la promuove, ma spiega: "E' un omaggio alla sregolatezza, un tentativo di forzare la mano degli ospiti per vedere fin dove è possibile arrivare".  E ancora: "E' come aver assistito a una lezione di anatomia con il morto che non è ancora morto". Radio Belva grottesca, insomma, ma non necessariamente da buttare.

Il commento - Chi viene invece bocciato senza diritto all'appello è La Zanzara Cruciani, che "padroneggia i ritmi e gli stili della radio, e li riporta sul mezzo televisivo senza accorgersi che lì le regole sono altre. Impone costantemente il suo contrappunto rispetto a chi parla, dando sulla voce e mormorando incessanti 'a parte' che aumentano la confusione a mescolano i piani". Secondo Grasso, Cruciani "si inserisce a gamba tesa in ogni lacerto di discorso, cercando di far sbottare l'interlocutore a cui ha appena dato la parola, ma la telecamera si perde e così l'efficacia sonora dello scontro dialogico si stempera, in video, fino a sparire".

La stroncatura - Ma la stoccata più dolorosa, Aldo Grasso la sferra nelle prime righe del suo commento sul Corsera di oggi, venerdì 11 ottobre. "Se volevano mettere una pietra tombale sul talk show (e forse anche sulla loro carriera televisiva) ci sono riusciti. Giuseppe Cruciani e David Parenzo - aggiunge - si sono comportati come due bambini felici e compiaciuti di rompere il giocattolo". E i bambini vengono "puniti" dai genitori, in questo caso Mediaset. Ma ancor peggio, secondo Grasso - oltre all'ipotetica uccisione del format talk-show - l'apprezzatissima coppia radiofonica de La Zanzara, grazie a una sorta di suicidio perfetto, potrebbe aver chiuso, per sempre, la possibilità di una carriera sul piccolo schermo.

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Commenti all'articolo

  • roberto19

    roberto19

    13 Ottobre 2013 - 14:02

    comunque i telespettatori farebbero bene a suggerire a Cruciani e Parenzo nuove parolacce .... i due improvvisati conduttori ne hanno bisogno per poter esternare i loro filosofici pensieri .... dopo meglio cambiar canale

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  • profpietromelis

    13 Ottobre 2013 - 12:12

    Mi sono divertito un sacco assistendo ad una ondata di insulti e di frasi in piena libertà. Meglio dei noiosi Talk show Virus, Ballarò, piazza pulita, quinta colonna. Questi sono informativi ma noiosi. Radio Belva non è informativo ma era divertente. E che diamine! Per qualche parolaccia? Questo Grasso ha capito un bel nulla. Meglio la seriosa ironia di Villaggio e lo scatenato Sgarbi.

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  • abraxasso

    12 Ottobre 2013 - 17:05

    Ero solito acquistare in edicola la rivista "Rombo". Una volta è successo che, allegata alla rivista, ci fosse una cassetta con registrato il rombo della Ferrari. Porto a casa rivista e cassetta; mia moglie la guarda e dice: " Hai comprato una cassetta col rombo della Ferrari? " " No, era allegata alla rivista! " "Appunto! Non si compra una rivista che allega cassette col rombo della Ferrari!" Aveva ragione mia moglie. Mediaset non doveva mai e poi mai accaparrarsi i due fasulli Parenzo e Cruciani. Lo doveva sapere prima a cosa andava incontro. Un errore imperdonabile, a meno che...non lo abbia fatto apposta per distruggerli.

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  • dinopan

    12 Ottobre 2013 - 13:01

    uno, Cruciani che si è montato la testa in un delirio di onnipotenza radiofonica, l'altro, un ebetino che lo imita sia nel linguaggio che in molti atteggiamenti: un cretino esaltato. una copia di arroganti, vilgliacchi e cafoni.

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