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Il primo guaio

Sanremo 2018, sospetto plagio per il brano di Ermal Meta e Moro: il giallo sul sito della Rai

7 Febbraio 2018

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Sanremo 2018, sospetto plagio per il brano di Ermal Meta e Moro: il giallo sul sito della Rai

Scoppia lo scandalo nella prima notte del Festival di Sanremo con il brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro sospettato di plagio. Secondo quanto scoperto da altrospettacolo.it, la canzone data per favorita Non mi avete fatto niente, in particolare nel ritornello, risulta parecchio simile a Silenzio, già presentata nel 2016 da Ambra Calvani e Gabriele De Pascoli per le selezioni di Sanremo Giovani. Entrambi i brani hanno in comune l'autore Febo, oltre al ritornello che in Silenzio recita: "Non mi avete tolto niente, non avete avuto niente, questa è la mia vita che va avanti oltre tutto e oltre la gente. Non mi avete fatto niente".

Il caso sollevato dal altrospettacolo.it ha fatto irruzione anche nel Dopofestival, dopo di che il brano è stato preso d'assalto sul sito della Rai, rendendo in breve irraggiungibile il link relativo al brano. La pagina che ospita la canzone potrebbe essere saltata per l'eccessivo traffico o può essere stato rimosso dalla Rai per mettere una pezza al possibile imbarazzo.

Stando al regolamento del Festival, i brani in gara all'Ariston devono essere inediti e originali sia nel testo che nella musica. In un paragrafo è comunque contemplata la presenza di "campionamenti" che così recita: "Sussiste inoltre la caratteristica di canzone nuova nell’eventualità di utilizzo di stralci 'campionati di canzoni già edite, sempre che questi – nel totale – non superino un terzo della canzone 'nuova' stessa".

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Commenti all'articolo

  • arwen

    07 Febbraio 2018 - 09:09

    San Remo, a modo suo, rappresenta bene l'Italia. Un paese vecchio, stanco, dove le donne, nonostante il politicamente corretto, fanno sostanzialmente da vallette, dove comandano i vecchi elefanti, dove l'innovazone non esiste, la corruzione è padrona, i verdetti già detti, le canzoni melense, i cantanti di cui si dimenticheranno i nomi il giorno dopo. Tutto, glosiosamente, a spese del cittadino!

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