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La Palma d'Oro

La vita di Adele, tra lesbo e polemiche il film approda al cinema

Anche il regista ha confessato: "Troppe discussioni, sarebbe meglio non uscisse più"

La vita di Adele, tra lesbo e polemiche il film approda al cinema

Dopo gli allori del Festival di Cannes, il film Palma d'oro di Abdellatif Kechiche, "La vita di Adele", arriva domani nelle sale cinematografiche. In Italia sarà distribuito dall Lucky Red. Gli scambi avvelenati tra regista e attrici (con qualche incursione dei tecnici che hanno partecipato al set) sono stati al centro di un'insolita campagna promozionale.

Gli scatti dal set, guarda le foto

La trama - Romanzo di formazione, educazione sentimentale, sconvolgente tranche de vie, ecco la realtà oltre il naturalismo: il film è Adele, Adele è il film, una quindicenne (Adele Exarchopoulos) alle prese con i primi turbamenti sessuali, la scoperta dell'amore, i cazzotti dell'esperienza. Adèle ha quindici anni e un appetito insaziabile di cibo e di vita. Leggendo della Marianna di Marivaux si invaghisce di Thomas, a cui si concede senza mai accendersi davvero. A innamorarla è invece una ragazza dai capelli blu incontrata per caso e ritrovata in un locale gay, dove si è recata con l'amico di sempre. Un cocktail e una panchina condivisa avviano una storia d'amore appassionata e travolgente che matura Adèle, conducendola fuori dall'adolescenza e verso l'insegnamento. Perché Adèle, che alle ostriche preferisce gli spaghetti, vuole formare gli adulti di domani, restituendo ai suoi bambini tutto il bello imparato dietro ai banchi e nella vita.

Le polemiche - Curiosamente l'uscita del film non ha portato con sé i consueti dibattiti sulle eventuali qualità artistiche e nemmeno il tema - un amore lesbo -, al passo coi tempi ma sempre un po' delicato, sembra sollevare interesse.  Sono acqua passata i sorrisi e i baci sulla Croisette tra il regista Kechiche e le due attrici Lea Seydoux e Adele Exarchopoulos, protagoniste di una delicata storia d'amore che, come tutte, è fatta di passione, tradimenti e sofferenze. Partite per New York per promuovere il film, le due giovani hanno rotto il silenzio e, all'americano The Daily Beast, hanno confidato "l'orrore" vissuto sul set. Ne è emerso che Kechiche, già famoso per "La Schivata" e "Cous Cous", si comporta con tutti da "tiranno". Che chiunque sul set, dai tecnici agli attori, e' vittima dei suoi scatti d'ira. Che è talmente esigente da ripetere le stesse scene anche cento volte senza pause. Lea Seydoux, 28 anni, ha già detto che non lavorerà mai più con lui. Più discreta la protagonista, Adele Exarchopoulos, 19 anni, che deve al film la sua notorietà. Le Monde prende le difese del film con un editoriale dal titolo: "La bellezza al di là della polemica". Ora che il film esce nelle sale "è tempo - scrive Le Monde - di tornare all'essenziale: la bellezza e l'emozione del film e l'incredibile talento della regia". In ogni caso l'uscita del film trabocca talmente di polemiche che lo stesso Kechiche ha finito col dire in una recente intervista: "La Palma d'oro è stata un breve momento di gioia. Ma ora il film non dovrebbe neanche più uscire in sala. E' stato sporcato troppo".

 

 

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Commenti all'articolo

  • marcolelli3000

    25 Ottobre 2013 - 13:01

    fare i film su giovani lesbiche (giovani e carine) e' facilissimo, e vendono e prendono i premi : i film su lesbiche di 60 anni non vendono e non prendono i premi. E vediamo di non sparare ca$$ate che non siamo scemi.

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  • claudionebridio

    24 Ottobre 2013 - 20:08

    Già la Idem nel suo fortunatamente breve periodo come ministro, aveva recepito, per passarla direttamente alla discussione parlamentare, un diktat della Commissione Europea per propagandare le istanze LGBT (lesbiche,gay,bisessuali,transessuali) otre che a scuola anche nel mondo del lavoro, spingendo anche a varare leggi positive in materia per esempio di assunzioni o di assegnazione di una casa popolare. Oltre ciò, anche per consentire ad un 14enne di poter frequentare un adulto (di qualsiasi età quindi) senza dover chiedere il permesso ai genitori (legalizzazione dell'efebofilia). I Radicali già dagli anni '90 spingono alla legalizzazione della pedofilia. La fondazione "filantropica" G. Soros ricatta le nazioni che vogliono entrare nell'EU (come la Croazia) imponendo a scuola l'insegnamento di dottrine costruite da autentici pedofili, con l'approvazione del governo di sinistra di quel paese. Date tempo al tempo, e ai "progressisti" di sfogare tutto il proprio estro laicista e vedrete!

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