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Minoli: "La Rai rinuncia al servizio pubblico"

Il giornalista: "La tv di Stato non fa quello che dovrebbe fare. Tutto canone e niente sostanza. Oggi si muove come una rete commerciale"

Giovanni Minoli

Giovanni Minoli

Rai, servizio pubblico e qualche sassolino che vola via dalle scarpe: Giovanni Minoli, intervistato da Il Giorno - Quotidiano Nazionale, parla di tv di Stato e dice che, alla fine, in Rai mica si fa quello che si dovrebbe: "Che cos'è oggi servizio pubblico per la Rai - dice - non è stato mai esplicitato in modo chiaro dai vertici". La questione, secondo Minoli, ruota attorno al progetto editoriale dell'azienda e al rapporto tra canone e pubblcità: "La Rai è una grande televisione commerciale con uso di servizio pubblico. Credo che dovrebbero rovesciarsi i termini. Penso che le quote di quattrini che arrivano dal canone e che derivano dalla pubblicità, dovrebero fecondarsi a vicenda". 

Documentari - E invece l'azienda è gestita come se fosse privata e si lascia da parte la funzione "culturale" che dovrebbe avere una tv pubblica. "Penso che sia anomalo il fatto che la Rai abbia il 45% di quota di mercato. In tutti i paesi d'Europa, i servizi pubblici hanno tra il 30 e il 35 per cento, proprio perché hanno un impegno molto forte nel produrre prodotti di servizio pubblico". E invece in Italia si fa altro: "La Rai non ha serate di documentari in prima serata. La Storia siamo noi veniva sempre citata come esempio di servizio pubblico. E difatti è stata chiusa". La serrata del programma non è mai stata digerita da Minoli, protagonista nei mesi scorsi di un'aspra polemica con il dg Luigi Gubitosi. Oggi Minoli si è spostato a Radio24, dove conduce un programma alla mattina.

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Commenti all'articolo

  • kidwiller

    28 Ottobre 2013 - 18:06

    Anni fa il Re della tv, Gianfranco Funari aveva un progetto per la Tv di Stato ma nessuno è stato a sentirlo slavo far aumentare i costi per i soliti abbonati..................

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  • Pinkalikoi

    28 Ottobre 2013 - 13:01

    Che la Rai sia un'azienda pubblica conviene a molti, in primo luogo ai politici che oltre ad avere un palco hanno anche uno stipendificio in cui collocare parenti ed amici. Un interesse particolare, tra i politici, è quello di Berlusconi, che finché la Rai resta pubblica può continuare a tenerci dentro una zampa, ed il contingentamento pubblicitario limita la concorrenza a Mediaset. Nel momento che fosse privatizzata e senza limitazioni di pubblicità, Mediaset si troverebbe ad affrontare un avversario agguerrito, come oggi lo è Cairo, ma con una struttura dieci volte più potente. Questa una delle ragioni per cui S.B. vede la privatizzazione Rai come il fumo negli occhi.

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  • ghorio

    28 Ottobre 2013 - 12:12

    Condivido la posizione di Minoli. Avrei gradito che l'avesse detto quando era alla rai. La coerenza non deve avere prezzo, perché sono decenni che la rai è una rete, con i suoi canali, prettamente commerciale.

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  • hilander

    28 Ottobre 2013 - 12:12

    Ci sono molti interessi di parte,ci sono le lobby,ci sono i politici,ci sono i furbi,comandano tutti e non comanda nessuno e come tutte le altre cose non si riesce a portare a termine in tempi giusti (non dico rapidi come i processi del cav )una riforma per il bene del paese,insomma è un caos e noi come sempre paghiamo.

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