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"Sole a Catinelle"

Le otto battute di Zalone che valgono il prezzo del biglietto

"Premetto che non sono un suo grande fan, eppure ci sono dei buoni motivi per andare al cinema a vedere il suo ultimo film"

Checco Zalone

Checco Zalone

Premetto che non sono un grande fan di Zalone. Nessuno dei film precedenti mi ha convinto del tutto. Per gustare le (numerose) gag verbali e di situazione, bisogna adeguarsi alla sua pedalata narrativa che è spesso faticosa e divagatoria. E alla sua filosofia di sempre (che il mondo può essere degli stupidotti, basta che continuino ad andare avanti imperterriti). Sole a catinelle non è un regresso, né un progresso. Ma vale il biglietto per otto ragioni.

1) La gag del telefonino (Zalone usa il cellulare di un affarista pelosissimo di stomaco senza sapere che è intercettato dalla Finanza).

2) Il dialogo tra padre e figlio («Sì credo che sopporterei se tu fossi omosessuale, ma comunista proprio no!»).

3) La bellezza della rossa siciliana Miriam Dalmazio.

4) Le botte equamente distribuite tra animalisti (che portano i cani a tavola) e gli antianimalisti (costretti ad accudire cani e persino cavalli).

5) Le bottine mica male ai finanzieri che fanno i miliardi con la crisi, ma in pubblico si professano «europeisti» a prova di bomba.

6) La crisi vista dagli ottuagenari (l’acqua è razionata, la corrente elettrica preferibilmente abolita).

7) La ricerca del tempo perduto. «Tutto qui è rimasto come 40 anni fa». Infatti il materasso porta ancora le macchie della sua pipì.

8) La rinuncia  alle parolacce. Dieci in tutto (dal che si capisce subito che non si tratta di un film realistico).

di Giorgio Carbone

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Commenti all'articolo

  • RANMA

    03 Novembre 2013 - 12:12

    perché sono di sinistra e se non fai films dove parli male o sfotti Berlusconi & co.ti stendono come un tappetino da preghiera.In questo povero inutile Paese da operetta,dove per far credere agli altri che sei un intellettuale e che te ne intendi di politica ti devi dichiarare a" Gauche".Tutto quello che non'è schierato va buttato con disprezzo.Eppure per far ridere ci vuole più intelligenza che far piangere,essere drammatici è come leggere, è facile lo sappiamo fare tutti,ma far nascere una sana risata è un'impresa,ci vuole senso dell'ironia dell'osservazione acuta,intelligenza,senso delle pause e degli effetti.Ma siamo un Paese di saccentoni pseudo intelligenti,di ignoranti con la puzza sotto il naso,però preferiamo le volgarità di un Pierino il chè la dice lunga su chi siamo.Zalone è figlio di una" coltura idroponica"è sospeso dalla terra,è a parte.Non capisco perché ci vogliano per forza dei paragoni con Chaplin né l'utilità.Zalone è così fa ridere senza insulti né pugno chiuso ok?

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