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In punta di penna

Aldo Grasso: "La doppia faccia di Barbara Palombelli"

Il critico tv del Corsera: "La versione grande giornalista e quella delle storie pettinate in tv. Ma c'è una soluzione al giallo"

Aldo Grasso e Barbara Palombelli

Aldo Grasso e Barbara Palombelli

E' spiazzato, Aldo Grasso. A fargli perdere ogni punto di riferimento è Barbara Palombelli. "Non ho dubbi - scrive il critico tv del Corriere della Sera -, ci sono in giro due distinte signore che si fanno chiamare Barbara Palombelli. Una è vera, l'altra è un fake". Una "scrive sul Foglio e si misura con il grande giornalismo, impartisce lezioni", "dà del tu a intellettuali emeriti con cui disquisisce di alta editoria".

Versione B - Poi c'è l'altra versione della signora Rutelli, quella che "conduce Forum, al mattino su Canale 5. E' molto più spregiudicata della prima - sottolinea Grasso -: tratta temi pruriginosi", "sollecita lo scontro fra i litiganti, si commuove o si diverte a risolvere controversie". La penna di Via Solferino poi ricorda quando, "chiamata da Mediaset aveva dichiarato: Forum è lo specchio del Paese, la pancia degli italani: un concentrato di rabbia, emozioni, storie".

Rebus risolto - Il senso di spaesamento assale Grasso: "Perché una delle due mente?", si chiede. "Barbara A (la grande giornalista) non permetterebbe mai a Barbara B (la conduttrice) di spacciare come vere storie che sono pettinate dagli autori e spesso interpretate da figuranti". Poi, con ironia, la penna trova una soluzione al giallo: "Forse ha ragione Roberto D'Agostino, quando si dice affetto da palombellismo: E' la mia ideologia politica, il cinismo romano (...), l'andreottismo letta-letta (...), la convinzione che qualsiasi problema si può escludere attovagliati al Bolognese". "L'una Barbara - conclude l'ironico e tagliente Grasso - non esclude l'altra".

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Commenti all'articolo

  • sefirot2

    27 Marzo 2014 - 17:05

    Le storie raccontate a forum prendono spunto dalla realtà anche se,ovviamente, i personaggi che espongono i fatti non sono quelli autentici ma sono rappresentati da attori. Ciò non toglie nulla alle storie che vengono proposte e che possono essere una guida comportamentale.

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