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Pessimo esempio

Brad Pitt compie 50 anni: auguri al più odiato dagli uomini

Bello, buono e bravo: la star di Hollywood conquista milioni di fans e centinaia di donne. Ma un difetto ce l'ha: puzza. Consoliamoci così

Brad Pitt e Angelina Jolie

Brad Pitt e Angelina Jolie

Brad Pitt mercoledì compie mezzo secolo: «Tanti auguri a te e la torta ame». Fine delle celebrazioni. La nostra è stupida invidia, ovvio, perché Brad di anni ne dimostra 17, 17 e mezzo al massimo. Maledetto pelledigomma. E allora approfittiamo della ricorrenza per versargli addosso una tonnellata di fango mescolato a frustrazione, quella degli uomini «normali» che a 50 anni hanno panze enormi, solchi nel viso che paiono scalpellate e al massimo si sentono lisciare il pelo dai soliti leccapiedi: «Come sei giovanile caro, ne dimostri al massimo 48». Tutte balle.

Ma non è questo il punto. Il punto è che Brad Pitt puzza. Come una latrina, tra l’altro. Come un calzino bagnato e dimenticato nella fetida borsa della fetida palestra. Noialtri accecati dall’invidia ci fidiamo delle leggende metropolitane e dell’infallibile «Google». Digitiamo il suo nome e cognome e la prima cosa che compare è «Brad Pitt puzza», quindi per noi puzza. Solo al secondo posto compare «Brad Pitt Fight Club», subito prima di «Brad Pitt non si lava». E allora ne siamo certi e godiamo un po’: anche lui ha un difetto oltre al fatto che da giovane si è travestito da pollo per sponsorizzare una catena di ristoranti. Ma la verità è che a noi nessuno regala un’isola. Alui sì. E gliela regala Angelina Jolie, mica la Gegia. Immaginate la scena: Brad in cucina che mangia cucchiaiate di caviale Beluga per calmare l’appetito come noi facciamo con la Nutella, Angelina che entra in vestaglia, lo limona e dice: «Brad ti ho regalato un’isola a forma di cuore. E ora piantala con il caviale che ti viene l’acetone». Come fai a non odiarlo? Come fai a non pensare ai regali che fanno a te, alla cravatta dozzinale, al libro «Le cento chiese più belle del Nord-Est» con dedica «Auguri Pietro», solo che tu ti chiami «Ugo» e sei banalmente vittima del temibile riciclone, al taroccatissimo invito a cena di tua moglie che vuol festeggiare degnamente, solo che poi devi pagare tu. E mangi quello che vuole lei, il sushi per esempio. E lei sa che a te il sushi fa schifo, ma se ne frega. Perché è il tuo compleanno, mica hai vinto il Nobel: vuoi anche gli applausi? Invece Brad decide lui, ordina tre aragoste e le prime due le libera per strada perché è magnanimo e ha il cuore grande. La terza però la mangia con la salsa verde. E i camerieri mica glielo dicono che puzza, fanno finta di niente. E tutti gli vogliono bene perché in testa hanno la proiezione del puzzone quando interpreta il film preferito. E fa sempre la figura del figo. Sempre.

Prendiamo Vi presento Joe Black. Entra in una mensa, conosce una gran manza, poi però manca di tempismo, non se la fa e muore schiacciato da una macchina. Finisse qui sarebbe credibilissimo, invece a Brad capita che «la morte», quella con l’ascia, decida di fare una capatina sulla terra e di assumere le sue fattezze. E «la morte», guarda un po’, decide di andare a trovare il papà della manza e finisce che alla fine la manza, Brad, se la fa per davvero. E allora a noialtri - che se muoriamo lo facciamo sul serio - viene lo scorbuto, la rabbia canina, l’orchite persino. 

Prendiamo Fight Club. Lì di manze ce ne son poche, per carità. Semmai il film è pieno di gente che fa a sganassoni. E Brad ne prende talmente tanti che uno qualunque di noi finirebbe al camposanto alla terza sberla. Lui no, è pieno di bozzi ma ride beato. E ha il tempo di architettare un piano per conquistare il mondo. 

Prendiamo Ocean’s eleven, quello dove insieme all’altro strafigo, Clooney, rapina il casinò. Ecco, noi se rubiamo un «Tronky» alla Standa veniamo sorpresi da quello della sicurezza e umiliati davanti alle casse, lui entra nel caveau, spazza milioni e nessuno se ne accorge anche sepuzza. Perché ce l’ha detto la stessa Angelina che suo marito tanfa «e i bambini lo chiamano puzzettino». E rideva mentre lo diceva. E le donne del mondo intero hanno pensato «che figo, può permettersi di non sfiorare l’acqua, Brad». Robe da matti. 

Prendiamo infine Il curioso caso di Benjamin Button, film dove Brad nasce vecchio e man mano che passa il tempo diventa giovane e figo: ma chi è, Mandrake? Ma quelli son film, mica la vita reale. Ecco, la vita reale. Sotto con l’elenco delle abitazioni del sciur Pitt: una a Los Angeles, un’altra a New Orleans, un castello a Miraval nel sud della Francia (valore 35 milioni di euro), villa Costanza nel Veneto (30 milioni), due regge sulla maledettissima isola a forma di cuore, progettate dall’architetto preferito di Brad, Frank Lloyd Wright. E noi che bestemmiamo in turco per l’Imu sulla prima (e unica) casa. Ancora sulla «vita reale»: elenco assolutamente non completo di fidanzate passate sotto le grinfie del cinquantenne: Juliette Lewis, Sinitta, Robin Givens, Jill Schoelen, Gwyneth Paltrow, la prima moglie Jennifer Aniston. Caratteristiche delle sopracitate: 1) Son tutte b(u)one come il pane. 2) Hanno evidentemente il setto nasale deviato, altrimenti non si spiega.

di Fabrizio Biasin

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