Cerca

Lo scontro

Rai, lite tra Vespa e Baudo per i 60 anni del servizio pubblico

Bruno non invita Pippo, e scatta un'aspra polemica tra i due conduttori

Bruno Vespa e Pippo Baudo

Bruno Vespa e Pippo Baudo

Due pezzi di storia della tv pubblica italiana che si scontrano frontalmente. Un duello asperrimo, quello tra Bruno Vespa e Pippo Baudo. Tutto ruota attorno alla puntata speciale di Porta a Porta andata in onda il 7 gennaio per celebrare i 60 anni della Rai (puntata che ha già fatto parlare per la boutade di Lino Banfi: "Da giovane andavo a putt..."). Succede che nella puntata speciale, per Baudo, colonna di Viale Mazzini, non c'è spazio. Un fatto che è stato notato anche dal senatore di Gal Antonio Scavone, che ha chiesto spiegazioni a Roberto Fico, il grillino presidente della Vigilanza Rai.

Quello sputo... - Ma le prime spiegazioni sono arrivate da Vespa in persona, che rivela un succoso retroscena: "Baudo non è stato invitato non per una dimenticanza, ma perché durante una riunione per la trasmissione sui 150 anni dell'Unità d'Italia sputò addosso a Claudio Donat Cattin, già vicedirettore di Raiuno e il più autorevole tra i nostri collaboratori, davanti a numerosi testimoni". Mister Porta a Porta rincara: "Baudo non si è mai scusato. Se lo facesse saremmo lieti di invitarlo alla seconda trasmissione del 29 gennaio".

"Vendetta personale" - Peccato però che Pippo, a scusarci, non ci pensa proprio. Anzi rilancia: "E' Vespa che deve scusarsi con me, perché è lui che non ha rispettato gli impegni di servizio pubblico e ha agito per vendetta personale. Non solo ha peccato, ma addirittura mi concede la grazia se io mi pento". E ancora: "Ci si attacca a un episodio che riguarda una trasmissione tv, nel preparare la quale spesso si può anche trascendere, e comunque lui non era presente". Baudo, dunque, non nega lo sputo: "Si tratta di un fatto personale tra me e il signor Donat Cattin, che mi diede del mafioso. A me, che mi hanno fatto saltare la casa perché parlai male di Nitto Savonarola?".

"Ma chi è Vespa?" - Il Pippo nazionale, con Vespa, il padrone della "terza Camera del Parlamento", è avvelenato: "Vespa - continua nella sua intemerata - non è autorizzato a cancellare dalla storia di un'azienda un personaggio come il sottoscritto che ne ha fatto parte per 54 anni ai massimi livelli". Quindi l'altra bordata: "E' lui che si sente come un padrino. Ma chi è diventato Vespa, il proprietario della Rai? MI meraviglio che il presidente e il direttore generale non siano intervenuti, e mi aspetto uno spiegazione". Quindi ancora il senatore Scavone, che ribadisce: "Non capisco come un singolo episodio, sebbene deprecabile, possa determinare l'esclusione di chi come Baudo ha dato un grande contributo alla storia della Rai". Chiude il valzer delle risposte Vespa: "E' proprio per rispetto all'etica del servizio pubblico che non lo abbiamo convocato".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Garrotato

    11 Gennaio 2014 - 10:10

    Ma che vogliono queste cariatidi che fra tre giorni saranno terra da crisantemi? Hanno gigioneggiato in Rai per mezzo secolo, non possono farsi da parte senza rompere i santissimi per delle fregnacce che non interessano nessuno? Vale per Baudo come per Vespa: il mondo continuerà tranquillamente anche dopo di loro, si diano una calmata.

    Report

    Rispondi

  • lucadagenova

    11 Gennaio 2014 - 09:09

    proprio lui parla di padrini.. che coraggio

    Report

    Rispondi

  • imahfu

    10 Gennaio 2014 - 19:07

    hanno fatto soldi. Basta ora. Vespa ha guadagnato anche con la moglie, consigliera di Silvio. Confesso' che ai suoi TG leggeva i fogli che gli davano, ...ma non rinuncio'. Ognguno intende la dignità a modo suo. Marginalmente, 'asprissimo' é asperrimo, signor redattore.

    Report

    Rispondi

  • pino&pino

    10 Gennaio 2014 - 18:06

    Ok, ma vale anche per Vespa?

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog