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Jacko ucciso da Ahmadinejad:

sul web impazza il complotto

Jacko ucciso da Ahmadinejad:

Michael Jackson lo ha ucciso Ahmadinejad perché gli ha tolto visibilità. Anzi no, Jacko sarebbe vivo e vegeto lontano dalle luci della ribalta e quello morto sarebbe solo il suo sosia. Mentre i famigliari della pop star si dedicano alle polemiche e non all’organizzazione dei funerali, su internet impazza la tesi del complotto che avrebbe portato alla morte del cantante, scomparso giovedì scorso per cause ancora da accertare nella sua casa di Los Angeles.
Il presidente iraniano invidioso - Un evento capitato negli stessi giorni in cui su Twitter impazzava la rincorsa alle notizie dall’Iran e che in poche ore ha ribaltato gli equilibri: i messaggi alla discussione “Michael Jackson RIP” (Rest in peace, riposi in pace, ndr) hanno surclassato quelli di “#iranelection” e, secondo gli immancabili dietrologisti, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad non lo avrebbe gradito, ordinando così che la star venisse uccisa.
C’è poi la teoria della scomparsa ovvero della morte simulata, che dovrebbe portarsi dietro negli anni prossimi una serie di avvistamenti, se la storia passata di divi come Elvis Presley e Jimi Hendrix e Jim Morrison fa testo.
Fuggito per scappare ai debiti - Jackson avrebbe simulato la morte per diversi motivi: cominciare una nuova vita, scampare ai debiti, evitare il maxi ciclo di concerti londinese, o magari solo per andare a divertirsi con Elvis. Ipotesi suggestiva, se non fosse che l’ufficio di medicina legale di Los Angeles ha effettuato l’autopsia senza esprimere alcun dubbio che il cadavere che i dottori si sono trovati davanti era proprio quello di Jacko.
Quello morto è il sosia - Infine compare la leggenda del sosia, come per Paul McCartney. Jacko si sarebbe dato alla fuga almeno un paio di anni fa. Difatti non lo si vedeva mai in pubblico e nell’occasione più recente in cui è comparso, in marzo per la conferenza stampa di presentazione del ciclo di concerti londinese, sarebbe stato impersonato da un sosia. Arrivò con 90 minuti di ritardi, camminava con andatura goffa e poco consueta, aveva le mani troppo tozze, era troppo alto, organizzò un coretto maldestro di This is it. Tutti indizi che non fanno una prova.

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Commenti all'articolo

  • agmenquadratus

    01 Luglio 2009 - 08:08

    La teoria del complotto è la consolazione dei mediocri e dei falliti.

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