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"Anna Falchi, la mia Mondaini"

Salemme in tv con '...e ho detto tutto"

"Anna Falchi, la mia Mondaini"
Vincenzo Salemme, 52 anni, appena compiuti; 30 anni di matrimonio; 18 opere teatrali; 22 film, otto dei quali, oltre che interpretati, diretti da lui stesso; 2 programmi televisivi tutti suoi. E, al varo, un terzo che, di fatto, inaugura la stagione 2009-2010 della Rai. Sono questi in sintesi i numeri di un grande attore, figlio della tradizione napoletana, del quale i critici hanno scritto: «…è l’erede di Totò, di Eduardo, dei Giuffrè, dei Maggio». Lui si definisce un “nevrotico”, sempre attento ai dettagli, a mettersi in discussione. «Sto lavorando con impegno al mio ritorno in televisione», racconta a Libero l’attore.
Si è detto che sarà uno dei più attesi “one man show” della nuova stagione.
«È un varietà classico che andrà in onda in prima serata per quattro mercoledì su Raiuno, a partire dal 16 settembre».
Chi sarà la primadonna?
«Anna Falchi. Oltre ad essere una bellissima donna, è un tipo molto simpatico, spiritoso. Ha carattere, come piace a me».
Il primo titolo del programma doveva essere “Nord e Sud”.  Poi, “…e ho detto tutto”. Perché è stato cambiato?
«Perché manca ancora più di un mese alla messa in onda. E molte cose cambiano mentre vi stiamo lavorando. Posso solo dire che proprio ieri abbiamo trovato il titolo definitivo del programma: “Nord e Sud… e ho detto tutto”».
Un colpo alla botte, un colpo al cerchio, proprio adesso che si parla di gabbie salariali ed è riesplosa la questione meridionale.
«Ma no, per carità. Il titolo legge l’idea da cui si parte e che si sviluppa. La politica, mi creda, non c’entra nulla».
E come state sviluppando questa idea?
«Con i miei autori stiamo lavorando per definire le presenze di volti che facciano dire al telespettatore stasera si ride in questa nostra Italia del Nord oppure del Sud, i due ceppi dalle mille sfaccettature di una cultura comica che ha radici antichissime…».
Il grande tema, quindi, è quello della comicità.
«Sì. Parleremo della comicità italiana, nel suo complesso, nelle sue influenze geografiche. Cercheremo di riportare i volti della risata di casa nostra in tv. Lo faremo ospitando più rappresentanti delle regioni italiane cui proporremo le stesse domande, con i quali giocheremo più o meno con il medesimo sistema comico. Dalle loro reazioni verificheremo come la comicità sia la connotazione simbolica di una città, di un territorio».
Bossi ne sarà felice…
«(Sorride). Se non altro non potranno più dire che in tv si fa scarso uso del “lumbard”…».
Un vecchio adagio diceva: una risata vi seppellirà…
«Quello era uno slogan politico che affidava all’arte dell’intrattenimento il compito della satira».
Non inviterà i politici, Salemme?
«No, niente politica né satira».
Ha già nomi da anticipare?
«Per ora do per certa la presenza di Giorgio Panariello, di Gigi D’Alessio, di Elena Sofia Ricci».
Ma non si era parlato di comici anche meno noti?
«Non escludo che vi siano volti meno conosciuti dal grande pubblico. Magari per loro, “Nord e Sud e ho detto tutto” diventerà l’occasione della vita».
Tra i big, si è fatto il nome di Gigi Proietti e Carlo Verdone…
«L’ho letto. Mi piacerebbe tantissimo che fosse così, ma non posso confermarlo…».
Quale sarà il gioco tra lei e Anna?
«Mi piacerebbe che si innescasse il meccanismo “alla Vianello-Mondaini”. Il gioco della coppia televisiva che funziona parte proprio da Sandra-Raimondo».
Come mai la scelta sulla Falchi che ultimamente appariva un po’ defilata dal video?
«L’ho vista recitare in tanti contesti diversi. M’è piaciuta, l’ho sempre trovata brillante. Tutto lì. Poi mi piace sperimentare: nel novembre del 2006, per la tournée teatrale di “Bello di papà” ho voluto Antonella Elia al mio fianco, poi Yuliya Maiarchuck».
Salemme, l’hanno collocata in una serata difficile: contro la fiction di Canale 5, le partite della Champions League.
«Ma tanto dove ci metti, ci metti. E capiti sempre a dovertela vedere contro avversari forti…».
Poi, che cosa farà?
«Scrivo il mio nuovo spettacolo teatrale. Sarà una commedia… Magari ne farò un film».

Fabio Santini su Libero

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