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Miss Universo, lite Bolivia-Perù per la diablata

E l'Italia fa il tifo per la sua Laura Valenti

Miss Universo, lite Bolivia-Perù per la diablata
Arrivano da ogni dove, sono 85 e sono le ragazze più belle del mondo. Il 23 agosto si sfideranno nella finale per conquistare il titolo di Miss Universo 2009. Tutte in posa alle Bahamas, che fanno da scenario per la 58esima edizione dell’attesissimo concorso di bellezza. A Paradise Island, presso l’Atlantis Resort, la venezuelana Dayana Mendoza, Miss Universo 2008, passerà corona e scettro. E mentre Laura Valenti, rappresentante per l'Italia, incrocia le dita, scoppiano le prime polemiche. La reginetta del Perù, Karen Schwarz, vuole indossare per la finale, un abito ispirato a una tipica danza sudamericana nota come "La Diablada", di cui però la Bolivia rivendica la proprietà.

La contesa Diablada - È proprio il caso di dirlo. Tra il Perù e la Bolivia non metterci la 'diavolita'. Eppure tra i due Paesi una diavolessa ha letteralmente messo la coda: alle sfilata per il concorso Miss Universo alle Bahamas, infatti, Karen Schwarz, la reginetta 2009 del Perù, ha indossato un abito ispirato ad una tipica danza nota come 'La Diablada'. Apriti cielo; si è scatenato l'inferno. Secondo La Paz, infatti, la bella peruviana "si è appropriata del patrimonio culturale boliviano" indossando un colorito abito abbellito con tanto di corna e fiamme sgargianti, che la Schwarz ha accompagnato con una mantella bianca e un paio di stivaloni bianchi. La Paz rivendica da tempo 'La Diablada' come danza tradizionale del carnevale della città di Oruro, riconosciuta - sottolineano le autorità - come Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco nel 2001.
Ma la risposta di Lima non si è fatta attendere: "La danza della 'Diablada' è in realtà parte del patrimonio culturale tanto del Perù quanto di Bolivia e Cile, ed è infatti tipica degli altopiani dell'America del Sud". E l'incidente diplomatico non sembra proprio rientrerà presto: la miss peruviana non esclude di presentarsi con lo stesso abito anche il giorno della finale, in programma domenica prossima. Intanto il ministro della cultura, Pablo Groux, ha presentato una protesta formale agli organizzatori del concorso, senza escludere di presentare un ricorso anche al Tribunale internazionale dell'Aja, la Comunità andina delle nazioni e l'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale.
Nel frattempo il quotidiano El Comercio di Lima è andato a spulciare gli archivi ed ha scoperto che in realtà la prima miss a sfilare con le sembianze di una diavolessa è stata una cilena, Josefa Isensee, nel 1983, seguita poi in altri concorsi da altre due connazionali. «Questa sembra una lite tra bambini, in realtà l'abito fa parte delle tradizioni di Bolivia, Perù e Cile», ha commentato a Santiago la modella Monica Aguirre: sostenendo proprio le stesse argomentazioni che il ministro degli esteri peruviano, Josè Garcia Belaunde, potrebbe portare alla Corte dell'Aja.

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