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Il Leone d'Oro a "Lebanon"

Tornatore a mani vuote

Il Leone d'Oro a "Lebanon"
Il Leone d’Oro come miglior film della 66esima Mostra del Cinema di Venezia va a "Lebanon" film del regista israeliano Samuel Maoz, che racconta l’invasione israeliana del 1982 in Libano. La giuria presieduta da Ang Lee, composta da Sergey  Bodrov, Sandrine Bonnaire, Joe Dante, Anurag Kashyap e dagli italiani Liliana Cavani e Luciano Ligabue, ha poi assegnato il Leone d’Argento per la miglior regia all’iraniana Shirin Neshat per il film "Women without men".

ll Premio Speciale della Giuria è andato all’acclamatissimo "Soul Kitchen", film del regista tedesco di origine turca e autore de "La Sposa Turca", Fatih Akin,. Il film racconta le avventure del giovane Zinos, proprietario dell’eccentrico ristorante Soul Kitchen ed è una commedia intelligente tra amori, disavventure e chef innovativi.

A vincere le Coppe Volpi sono stati Ksenia Rappoport in "La doppia ora" di Giuseppe Capotondi, per la migliore interpretazione femminile e Colin Firth in "A single man" di Tom Ford, per la migliore interpretazione maschile.

Il Premio Mastroianni dedicato a un giovane attore o attrice emergente è andato a Jasmine Trinca, protagonista del film di Michele Placido  "Il Grande Sogno". L'Osella per la miglior scenografia è andata a Sylvie Olivè  per il film "Mr. Nobody" di Jaco Van Dormael, mentre quella per la migliore sceneggiatura a Todd Solondz per il film "Life during wartime" diretto dallo stesso Solondz. La Giuria Venezia Opera Prima, presieduta da Haile Gerima e  composta da Ramin Bahrani, Antoine Fuqua e Gianni Di Gregorio, ha  deciso di assegnare il premio Leone del Futuro - Premio Venezia Opera  Prima “Luigi De Laurentiis”, al film filippino "Engkwentro" di Pepe Diokno.

Nessun riconoscimento per “Baaria” di Giuseppe Tornatore presentato come film evento dell’anno. Magro bottino anche per gli attori italiani esclusi dai premi principali.  

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Commenti all'articolo

  • bauci

    14 Settembre 2009 - 11:11

    L'immagine di questo festival rimarrà legata al faccione beota di Placido che con il pugno alzato,omologandosi nelle anime belle,cerca di riscattarsi dalla sua mediocrità.Non conta la bravura,la determinazione,conta lo schierarsi,il dichiararsi contro.Nel loro delirio rivoluzionario non si rendono conto della realtà che è cambiata,si credono degli eroi e sono solo dei nessuno.La pena del contrappasso,tutti legati alle poltrone,attori,registi,fasulli ma autoincensanti obbligati per ore a vedere buoni film stranieri e ottimi attori. Ancora una volta puniamo questi spocchiosi,non andiamo a vedere le loro mediocrità.

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  • ziogianni

    14 Settembre 2009 - 07:07

    ***Allora aveva ragione Brunetta e non quello che nel film "Casotto" di Franco Citti, recitava tenendo un cocomero (anguria tonda) sulla capoccia. Che adesso ci si mettesse una rapa 'n coppa 'a capa! Va, va...la scuola di recitazione! Sì ar Colosseo o ar colle Oppio de notte. Raccontala giusta ai beceri.*

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