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L'Enpa contro Tornatore

"Ritirare Baaria dalle sale"

L'Enpa contro Tornatore
L'Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), ha presentato in procura una denuncia chiedendo il sequestro e il ritiro del film candidato all'Oscar “Baaria”, per la presenza di una scena in cui viene sgozzato un toro. La scena, come ammesso dallo stesso regista del film Giuseppe Tornatore, è stata girata in Tunisia. L'Enpa chiede alla procura di Roma di aprire un procedimento in base all'articolo 544 bis del codice penale, che punisce fino a un massimo di un anno e sei mesi di reclusione chiunque per crudeltà o senza necessità provochi la morte di un animale.  L'avvocato Mariano Buratti, che assiste il presidente dell'Enpa, notando che la scena è stata girata in Tunisia, ha voluto precisare: "Se chi l'ha girata là lo ha fatto per sottrarsi alla giustizia italiana si deve ricredere, perché attraverso un'istanza che sarà fatta al ministro della Giustizia il procedimento penale si potrà fare in Italia". Il capoufficio stampa della Medusa Film, casa produttrice del film, ha detto che “Tornatore ha già avuto modo di dichiarare le circostanze nelle quali ha girato quella scena”, ovvero con lo stile di un documentario all'interno di un mattatoio, semplicemente riprendendo la scena di un’uccisione di un toro.

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Commenti all'articolo

  • maryska

    12 Ottobre 2009 - 10:10

    Mentre in Italia si permette macelli rituali casarecci, cinesi cuccinano nostri migliori amici cani ectt ectt ....si vede solo il povero toro? Questa è ipocrisia.Io NON digerisco!!!!! permessi speciali per eccezioni dalle leggi vigenti per i musulmani e gli altri. Andate a vedere poveri capretti prima di morire disanguati. Siamo occidenteli è la religione non può esigere offerte di vera SANGUE.

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  • gasparotto

    03 Ottobre 2009 - 16:04

    Penso che l'ENPA questa volta un po' di ragione ce l'abbia. Io non sono animalista tout court, ho visto Baaria, ma quella scena apparsa d'emblè all'improvviso, con quella povera bestia che stramazza a terra ed un rivolo copioso di sangue le esce dalla carotide a fiotti. Al solo scopo di evidenziare che da quelle parti e di quei tempi , l'anemia gravidica del 7 mese, quando il feto fa le riserve di ferro, si curava bevendo del sangue fresco, ricco di ferro naturalmente più di tante punture. Bastava fare uscire dal mattatoio la madre con il recipiente con il sangue fumante e si sarebbe evitata quella scena truculenta. Comunque a me Baaria è piaciuto con riserva per non dire affatto. Uno spaccato di vita siciliana che fa da cornice alla vita del protagonista Peppinuccio, poi Giuseppe , vissuto nella miseria più cupa, in un ambiente fatto di gente schiavizzata dai proprietari terrieri che si arricchivano con il loro sudore e ne subiva tutte le angherie. Mettici la mafia, la corruzione, il cieco che fa l'assessore all'urbanistica e prende mazzette prima di approvare il progetto è tutto dire. E Giuseppe? Non poteva essere che comunista, era l'ambiente che lo forgiava verso quel partito , il suo spirito di ribellione al sistema il suo non volere subire. Sposa la bella con la prepotenza e sale la scala gerarchica del partito comunista, ma si arresta a consigliere del suo paesello, non ha cultura, non ha le basi per andare avanti. Altra nota dolens. A latere costumi ed usanze paesane, le ragazzate ed una corsa sfrenata contro il tempo. Corre il ragazzo all'inizio, corre Giuseppe , corrono tutti a sottolineare fugit irreparabile tempus. Alla fine torna Peppino che si risveglia da un lungo sonno e trova il paese tutto cambiato, nostante tutto. Una specie di allegoria finale sul grande sogno di poter tornare a vivere come per magia. Il perido del fascismo è stato descritto male, i capi della milizia sembravano dei burattini che altri senza timore portevano sbeffeggiare con chiare allusioni, come il venditore di salsicce o l'attore cantante. A me è sembrata solo la storia in chiave neorealisticaamarcord,di Giuseppe il comunista. Ecco io l'avrei titolato: Giuseppe il comunista di Baaria. Manca qualcosa al titolo. Lontano dal Tornatore di nuovo Cinema Paradiso. Eppure è campione di incassi, potenza del Berlusca che disse andatelo a vedere. Cicero pro domo sua, anzi pro Medusa sua.

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