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Farefuturo: boicottiamo i cinepanettoni

Ma è meglio finanziare polpettoni culturali?

Farefuturo: boicottiamo i cinepanettoni
Cinepanettoni versus polpettoni. Farefuturo ha intrapreso un'altra battaglia. Il web magazine della fondazione del presidente della Camera, Gianfranco Fini, critica infatti le norme attuali, in base alle quali film come Natale a Beverly Hills «avranno la possibilità di usufruire dei finanziamenti pubblici». «Non ci si può stare. E allora, mentre speriamo che qualcuno dalle parti del ministero della Cultura possa rivedere un po' le cose, o almeno provarci, noi quest'anno, per protesta, il cinepanettone lo boicottiamo». Così scrive  Cecilia Moretti. «Il punto -insiste - non è se ti piace ridere con Christian De Sica, Sabrina Ferilli, Massimo Ghini, Michelle Hunziker, Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi e dare i soldi del tuo biglietto alla pellicola di Neri Parenti. Ci mancherebbe. Il punto è, invece, che è assurdo che la stessa pellicola benefici dei crediti d'imposta e degli aiuti fiscali e monetari pensati per sostenere gli esercenti più attenti e coraggiosi, quelli che, cioè, dovrebbero dare spazio ai film culturalmente più stimolanti». Ora la polemica è aperta: meglio finanziare polpettoni che nessuno andrà a vedere, o film sciocchi che però ti strappano un'ora di sorrisi? A voi la risposta.

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  • rosmer

    01 Gennaio 2010 - 14:02

    Boicottare il film è una sciocchezza, ma il tema esiste. Ed è se "Natale a Beverly Hills" sia un film di "valore culturale nazionale" come decretato dalla commissione ministeriale che ha attribuito dei punteggi discrezionali sufficenti per l'ottenimento dei benefici previsti (non come qualcuno ha cercato di giustificarsi dicendo che erano punteggi automatici: vedasi sito del Mbac). Ora, prendere ad argomento questa decisione di una commissione ministeriale per mettere in discussione tutto l'impianto del sostegno al cinema, mi pare una bella dimostrazione di superficialità. Bisogna chiedersi invece come è stato possibile che la commissione abbia dato 23 punti (sufficenza 21) alla sceneggiatura del film. Con che criteri, con che competenza? Chi nomina le commissioni? Senza un aiuto pubblico il cinema rischia la morte, così come la lirica, le orchestre, il teatro... Il problema è che chi prende le decisioni, lo faccia con vera competenza e con il solo obiettivo di aiutare le opere meritevoli, non per altri motivi. Se andate sul sito troverete anche che la stessa commissione, nella sessione per cortometraggi e documentari, ha bocciato Wim Wenders in favore della Cuccinotta come regista... Va bene così??? Difendere il cinema (o le altre opere artistiche) significa difendere la cultura e l'identità dell'Italia, non è di destra o di sinistra, è difendere noi stessi, quello che siamo. Ci riconosciamo come italiani anche perchè abbiamo avuto Leonardo da Vinci e Fellini... Usare un argomento serio per polemiche con un'altra anima della destra è da perfetti... Tafazzi. Tanto per dare un'idea: lo stato italiano ha stanziato 43 milioni di euro per il cinema, la Francia 500, la Germania 300. E poi si trova normale sostenere chi fabbrica automobili o elettrodomestici ecc. con miliardi di euro, ma non, con cifre così modeste, chi cerca di produrre cultura?

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  • tktk2746

    28 Dicembre 2009 - 10:10

    Premesso che ho visto il film e che mi sono fatto due ore di risate, non ritengo giusto che lo stato usi le limitate risorse per finanziare questo tipo di spettacoli. I produttori non ne hanno bisogno. Diamo i soldi alla ricerca scientifica, all'ISPRA, al foro romano a cui mancano i custodi.

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  • caiogracco

    28 Dicembre 2009 - 09:09

    Ai miei tempi...; stavo per iniziare in questo modo un po' superato. Poi ho pensato che i tempi sono davvero cambiati, che oramai nei comportamenti quotidiani sono stati ampiamente accolti volgarità, cattivo gusto e cafonaggine. Quindi, perchè dare una qualifica negativa ad un prodotto commerciale nel quale gli Italiani si specchiano senza vergogna? Che titolo abbiamo per ergerci a maestri di gusto, morale e cultura? Lasciamo pure che il pubblico bue si nutra di questi sottoprodotti culturali: avrà quello che vuole, così più facilmente continuerà ad astenersi dal pensare.

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  • gitex

    28 Dicembre 2009 - 09:09

    che ci sono è il caso di parlare di queste baggianate? ma non sapevo che anche questi film - che pure incassano bene - fossero finanziati con denaro pubblico.In tal caso, sarebbe bene interrompere "questa tradizione". Credo infatti che nessun film dovrebbe essere finanziato in quanto, un bel film, si finanzia da solo. Se poi non ci sono registi o sceneggiatori o comunque autori non in grado di fare film decenti, che cambino lavoro.

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