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Gambero Rosso, lunghi coltelli

Licenziato il fondatore Bonilli

Gambero Rosso, lunghi coltelli
Volano coltelli nella cucina del Gambero Rosso dopo il licenziamento del fondatore, Stefano Bonilli, sostituito oggi da Daniele Cernilli, il condirettore del canale televisivo. Tutto è cominciato questa mattina quando Bonilli, fondatore di Gambero Rosso, una delle più note guide gastronomiche e anche canale satellitare di cucina per Raisat sulla piattaforma Sky, è stato licenziato da direttore editoriale del gruppo e da direttore della rivista mensile. Un licenziamento “per giusta causa” motivato dalla società per “aver danneggiato” il gruppo con dichiarazioni contrastanti con la linea editoriale. Cernilli, viene subito dopo annunciato, diventa il nuovo direttore responsabile. Un cambio ai vertici che coinciderebbe con una significativa ricapitalizzazione e ad un rilancio del gruppo. Intanto a Fulvio Pierangelini e Gianfranco Vissani, due degli chef al comando della guida del Gambero Rosso, dispiace che Bonilli abbia lasciato il gruppo editoriale. “Si sapeva e lo sapeva anche lui; non è stato un fulmine a ciel sereno. Ma forse”, dice Pierangelini, “i metodi sono stati un po’ estremi. Bonilli ha inventato il Gambero Rosso, ma era finita l'era romantica e sono subentrati problemi economici e commerciali”. “Bonilli”, aggiunge Vissani, “era un po’ l'anima, però tutti siamo importanti e nessuno indispensabile. Sicuramente faranno lo stesso una guida all'altezza. È una struttura forte”.
Sconcerto e rammarico per quanto accaduto arriva dal cdr del mensile Gambero Rosso e l'Associazione stampa romana. “Il Cdr e Asr”, si legge in una nota del cdr, “esprimono la piena solidarietà a Stefano Bonilli e stigmatizzano come comportamento antisindacale l'atto del Consiglio di amministrazione di Grh spa che ai sensi dell'art. 34 del Cgnl avrebbe dovuto comunicare la sua decisione almeno 72 ore prima ai rappresentanti sindacali della redazione. Inoltre, Cdr e Asr denunciano il fatto che - nonostante insistenti richieste - i vertici aziendali si siano finora negati a un incontro con i rappresentanti sindacali della redazione e con l'Associazione Stampa Romana”.

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