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Sanremo, Povia verso la finale

Stasera sul palco dell'Ariston duetto con Marco Masini

Sanremo, Povia verso la finale
Un cantante che si esibisce con una mini ballerina. Si tratta di Giuseppe Povia, 37enne vincitore del Festival di Sanremo nel 2006 e secondo nel 2009, che in questi mesi ha affrontato ogni genere di giudizio sulla sua canzone ispirata a Eluana Englaro. Quando parla ai microfoni di Melisland, il programma radiofonico di Marco Melis (un passato a Radio Due con la cricca di Fiorello), il cantautore racconta che questa sera tornerà sul palco dell’Ariston per duettare con Marco Masini: “Suoneremo con pianoforte e chitarra, poi si agganceranno i violini e poi ci sarà questa sorpresa, che secondo me è emozionante, che si chiama Bettina Bernardi: è una bambina di nove anni che danzerà intorno a me e che dovrebbe ricordare la bambina che poteva costruire il suo futuro con dignità”. Ogni riferimento alla vicenda Englaro è ovviamente voluto.
Povia torna poi a parlare di ‘La verità’, il testo che ha preparato per il Festival: “Ho scritto ispirandomi alla storia di Eluana Englaro, la ragazza che è rimasta in coma vegetativo per 17 anni perché mi ha colpito molto: io sono padre di famiglia, ho due figlie e, con tutti gli scongiuri del caso, tutto può succedere”. La vicenda Englaro non ha colpito solo il cantante, ma tutta l’Italia che si è divisa in due: chi voleva che la ragazza vivesse e chi, come il padre, avevo deciso che dopo un ventennio di stato vegetativo era ora di staccare la spina. Hanno avuto ragione questi ultimi. Proprio per la delicatezza della questione anche Beppino Englaro è stato chiamato in causa da Povia: “Sono andato a trovarlo per chiedergli più che altro un benestare morale, anche perché la canzone l’avevo scritta mesi prima. Lo dico perché qualcuno ha anche frainteso. E lui mi ha detto ‘non limito gli artisti qualunque cosa pensino’. Veramente un grande”. Così dopo ‘Luca era gay’, che aveva già sollevato tante polemiche, Povia si è presentato con un brano che non ha avuto difficoltà a farsi pubblicità senza spendere soldi. “Il titolo -  conclude il cantautore – è stato subito preso come l’affermazione che io avessi la verità su questa vicenda, invece non esiste la verità assoluta: ognuno ha la propria e deve rispettare quelle altrui. Su questa storia tanta gente è convinta di avere la verità assoluta senza rispetto per le opinioni degli altri”. Così forse si spegneranno definitivamente le polemiche sul testo. Fino al prossimo Festival e alla prossima canzone.

Michelangelo Bonessa

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