Cerca

Addio Spaccone

E' morto Paul Newman

Addio Spaccone
Addio Spaccone. Paul Newman, una delle grande icone del cinema il cui nome rimanda immediatamente all’epoca d’oro di Hollywood, ha salutato questo mondo all’età di 83 anni, sconfitto dal cancro ai polmoni, reso pubblico soltanto lo scorso 31 luglio dallo Sloan-Kettering Cancer Center di New York. Aveva lasciato l’ospedale ad agosto, dicendo di voler morire nella sua casa. A dare invece l’annuncio ufficiale della scomparsa è stato Vincenzo Manes, presidente della fondazione Dynamo Camp di Limestre (Pistoia), che fa parte dell’organizzazione internazionale di solidarietà fondata dall’attore americano: “Stamani alle 7.30 ho ricevuto una mail dall'America che mi ha fatto sapere che Paul Newman non è più tra noi”, ha detto Manes nel corso della festa della fondazione.
Nato nell’Ohio, dalle parti di Cleveland, Paul Newman era il figlio di un proprietario di negozio di articoli sportivi, di origini europee, e di una donna ungherese. Da giovane si arruolò nella Naval Air Corp per diventare pilota, ma i problemi alla vista non glielo consentirono. Nel 1949 sposò Jackie Witte e deciso di diventare attore. Tre figli dall’unione, il maschio Scott morì nel 1978 per overdose.  Dopo aver frequentato per meno di un anno la scuola d'arte drammatica della Yale University, Paul si è iscritto all'Actor's Studio di New York e ha debuttato nel 1953 in un teatro a Broadway in “Picnic”, opera resa famosa dall'omonimo film. L'esordio cinematografico nel 1954 in “Il calice d'argento”. Allora il The New Yorker scrisse: “Recita la sua parte con il fervore emotivo di un autista di autobus che annuncia le fermate locali”.
A cavallo degli anni '60 Paul è stato protagonista di alcuni fra i più grandi successi della storia di Hollywood: “La gatta sul tetto che scotta”, “Lo spaccone”, “Hud il selvaggio”, “Intrigo a Stoccolma”, “Il sipario strappato”, “Nick mano fredda”, “Butch Cassidy”, “La stangata”. Con la seconda moglie Joanne Woodward ha recitato poi in “Paris Blues” , “Il mio amore con Samantha” (1963) e “Indianapolis, sfida infernale” (1969). Ha vinto l'Oscar come migliore attore nel 1986 per “Il colore dei soldi”, sequel dello “Spaccone”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Giovanniduva

    28 Settembre 2008 - 19:07

    Condivido i commenti di TAROZZO e cesar01. Se n'è andata una persona seria e perbene. Era tanto lontano ma tanto vicino, lo sentivo uno di noi, un italiano e a tanti babini sfortunati ha fatto del bene. Lo ricorderemo

    Report

    Rispondi

  • tarozzo

    28 Settembre 2008 - 14:02

    grazie per avermi regalato momenti straordinari e indimenticabili. Un mio personale contributo video: www.catdigitalfilm.com/paul.mpg

    Report

    Rispondi

  • cesare.38

    27 Settembre 2008 - 23:11

    E' sempre triste andarsene per un'assenza definitiva. Paul aveva contro due cose: l'età ed un cancro ai polmoni! Difficile uscirne fuori. Eppure non se ne è andato del tutto. Ci ha lasciato i suoi film, e così è come ancora un po' con noi. E' stato un "divo", che ha ammaliato un sacco di donne, ma è stato pure un grande interprete, perchè essere solo divi non è sufficiente! Interpretazio ni di alto livello, l'ultima delle quali in "Era mio padre". Soprattutto colpiva l'espressione del suo viso ,nelle scene in cui la parola, per lui, sarebbe stata quasi un di più! Questi uomini di cinema,lasciano un messaggio che va oltre la stessa pellicola, per assumere un messaggio vivo ed indelebile nel tempo!

    Report

    Rispondi

blog