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"Toy Story 3": sessista e omofobo

Femministe americane in rivolta: il film d'animazione svilisce le donne ed è fuorviante per i bambini

"Toy Story 3": sessista e omofobo
A poco più di una settimana dall’uscita negli Usa il film animazione in 3D “Toy Story 3 – La grande fuga” diretto da Lee Unkrich, il terzo e ultimo capitolo della saga, ha sbancato nell'ultimo week end al box office americano incassando 110milioni di dollari.  Il film ha registrato il quarto migliore incasso dell'anno dietro a "Alice in Wonderland", "Iron Man 2" e "Shrek Forever After".

Questa ultima puntata della serie Toy Story mostra ciò che accade al cowboy Woody e all’ astronauta Buzz Lightyear quando Andy cresce e va al college. Il film d’animazione esce a più di 10 anni di distanza dal primo “Toy Story – Il mondo dei giocattoli” ma, a differenza di molti altri sequel, è considerato uno dei migliori.

Ma accanto ai plausi ci sono anche le critiche. In particolare quelle delle femministe le quali lamentano che il film è sessista e che cita in prevalenza personaggi maschili. Ma c’è di più. Sembra che "Toy Story 3" dia anche rappresentazioni negative delle donne nei film: partendo dalla madre assillante di Andy alla troppo femminile ed eccessivamente emotiva Barbie. Accuse riportate dalla rivista “Ms Magazine”, voce delle femministe americane, e da “The Indipendent”.

E così la scrittrice Natalie Wilson nel suo articolo prosegue sostenendo che il film può anche danneggiare i bambini che se «crescono guardando spettacoli sessisti hanno maggiori probabilità di crescere e di interiorizzare le idee stereotipate di ciò che gli uomini pensano che le donne dovrebbero essere». 

C’è anche un’altra questione. L'articolo, infatti, sostiene che il film è omofobico nella sua descrizione della bambola Ken che viene rappresentato come un «fashionista omosessuale represso con una predilezione per la scrittura in inchiostro viola scintillante», affermando che «suggeriscono che l’essere omosessuale per un ragazzo o una ragazza sia la cosa peggiore che possa succedere».

Però nonostante le critiche il film è attesissimo. In Italia arriverà il prossimo 7 luglio e vede doppiatori come Fabrizio Frizzi e Massimo Dapporto ma anche Claudia Gerini, Fabio De Luigi, Gerry Scotti, Giorgio Faletti, Riccardo Garrone e Matteo Leoni, star di "Quelli dell'intervallo". Nel Regno Unito, invece, uscirà il 19 luglio e i protagonisti avranno le voci di star come Tom Hanks, Tim Allen e Joan Cusack.

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Commenti all'articolo

  • orfeo61

    06 Luglio 2010 - 12:12

    dove diavolo avete messo il mio commento?

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  • orfeo61

    06 Luglio 2010 - 12:12

    Se bisognasse tener dietro alle farneticazioni delle femministe americane e dei fondamentalisti omosessuali staremmo freschi: non si potrebbe proferir verbo! Fortunatamente, in qualche modo, Madre Natura riesce a far sentire ogni tanto la sua voce. E qualcuno di noi riesce a "pensare"( attività oggidì molto sospetta) e a fare riflessioni,( con buona pace delle scempiaggini del politically correct ).

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  • MPVG

    28 Giugno 2010 - 12:12

    invece è perfettamente normale, anzi auspicabile, che i bambini crescano con la consapevolezza che l'omosessualità è una cosa normale, buona, bella...peccato che la vita gli dimostri il contrario. Io sono contrario a questa ipocrisia collettiva per cui certe cose non devono mai essere definite. Essere omosessuali non è certo auspicabile. E dirlo non significa essere "omofobi" o segretamente d'accordo con i pestatori fascisti. Significa essere onesti con se stessi. Ma è logico che il politicamente corretto è la nuova religione civile, l'altare su cui tutto deve essere sacrificato.

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