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Festival di Venezia, apertura tra le proteste dei poliziotti

Fischiati Gianni Letta e Buttiglione, mentre alcune persone del pubblico gli hanno gridato "a casa, a casa"

Festival di Venezia, apertura tra le proteste dei poliziotti
Non è la prima della Scala, ma quanto a proteste non le fa difetto. L'apertura della kermesse del cinema di Venezia è stata segnata dalle contestazioni contro il governo. In prima fila quelle dei poliziotti contro i tagli del governo Berlusconi. Ma non sono mancati fischi e grida al ritmo di "a casa a casa" per il fedelissimo del premier, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Nel mirino del pubblico, al grido di a casa a casa, anche il presidente Udc Rocco Buttiglione, Vicepresidente della Camera. 

La protesta dei poliziotti - I  rappresentanti sindacali delle forze di polizia hanno fatto sfilare una quindicina di sagome di poliziotti pugnalati alle spalle. Una messa in scena teatrale, in occasione del festival del Cinema, che ha colpito l'immaginario del pubblico e delle star del cinema. Il Coisp, sindacato indipendente che conta 7.800 iscritti, lamenta il taglio del 30% delle risorse e per il segretario Maccari questo "è un tradimento da parte di questo governo, l’unico che in venti anni ha avuto con noi meno dialogo. Non è solo un fatto economico ma i tagli che la polizia ha subito per i prossimi tre anni si ripercuoteranno anche sui cittadini". Non è la prima manifestazione con le sagome dei poliziotti pugnalati, dal Coisp fanno sapere che la protesta è arrivata anche al ministro dell’Interno Roberto Maroni e di fronte alle varie sedi di governo e istituzionali. Sulle sagome si legge uno slogan eloquente: "Ancora una volta ci hanno pugnalato alle spalle".
 

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  • ghorio

    02 Settembre 2010 - 09:09

    Se perfino il quasi ecumenico Gianni Letta viene fischiato, e non è la prima volta, fossi al governo della nazione, mi preoccuperei. Evidentemente il malcontento si accentua e ricorda quello della classe operaia, in passato, contro il governo "amico" presieduto da Prodi, con il risultato della vittoria di Berlusconi. Giovanni Attinà

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  • kywest

    02 Settembre 2010 - 08:08

    Ormai le protste antigovernative sono di casa anche alla sagra del tortello e della polenta! D'altra parte Venezia con la sua alta concentrazione di radicals e di rivoluzionari con la pancia (piena) è un ottimo palcoscenico. I protestatari avranno anche ragione (non so), certo è che negli anni in cui non protestavano non è che andasse un granchè bene per il cittadini-utente. Magari era più facile rimanersene al caldo negli uffici. Vista la situazione troverei auspicabile un ricorso immediato al voto sicchè, se avranno la maggioranza (eh si, in democrazia i numeri contano), potranno finalmente liberarsi di questo governo che li opprime. Saluti

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  • imahfu

    01 Settembre 2010 - 23:11

    Cresce l'avversione per la politica e per il Governo in particolare. Per Berlusconi, salvo i fanatici, gli altri lo vedrebbero volentieri fuori dai piedi. Troppe gaffes (tra escort, leggi per sé, cricche amiche, promesse non mantenute, e gaffes a iosa; l'ultima é Gheddafi: 800 invitati-a nostre spese - con pranzi che avrebbereo sfamato 8.000 digiunatori loro malgrado). L'ora é suonata.

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  • mazimo

    01 Settembre 2010 - 23:11

    tana per i comunisti...

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