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"La morte segreta"; un recital per ricordare Stefano Cucchi

La prima dello spettacolo promosso dall'associazione radicale "Nessuno tocchi Caino" sarà nel carcere di Padova

"La morte segreta"; un recital per ricordare Stefano Cucchi
A quasi un anno dalla morte, dal 18 settembre parte un recital per ricordare Stefano Cucchi, il ragazzo morto in carcere il 22 ottobre 2009 in circostanze ancora poco chiare. Si intitola “In morte segreta” ed è stato presentato questa mattina dall’autore Ugo De Vita a Roma nella sede di ‘Nessuno tocchi Caino’, associazione promotrice dello spettacolo insieme a Ristretti Orizzonti, A Buon Diritto e patrocinato dal Garante dei detenuti del Lazio e dalla Nazionale Italiana Cantanti. Presenti all’incontro anche Ilaria Cucchi, sorella della vittima, Marco Pannella e la deputata radicale Rita Bernardini. “La storia di mio fratello è un monito a chi commette soprusi – sottolinea la sorella Ilaria - non sempre si può restare impuniti: solo questo mi da la forza di credere che ci sia un senso” .

Il dramma debutterà sabato 18 settembre nella casa di reclusione di Padova. “Facendo l'anteprima in un carcere – spiega Ugo De Vita - facciamo un grande regalo alle Istituzioni: è molto importante che il pubblico sia composto da guardie carcerarie”. Sarà poi a Roma, Firenze e Milano.

Il dramma dura 65 minuti. Inizia con un video della sorella e della mamma di Stefano Cucchi. Continua con una famosa aria del Mefistofele e una lettura da ‘Aspettando i barbari’ del premio Nobel 2003 John Maxwell Coetzee. Il recital finisce con alcune liriche e il monologo musicale ‘Il Sogno’.

“Quella di Cucchi è una vicenda che ha un valore rivoluzionario per come è stata portata all'attenzione pubblica – commenta la deputata  Bernardini - aver portato un po’ di conoscenza sul mondo sconosciuto delle carceri e sulle decine di violenze che vi si commettono in ogni momento è stato importantissimo”.

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Commenti all'articolo

  • peroperi

    21 Settembre 2010 - 21:09

    se la polizia sbaglia non gliene perdonano una , quando sbagliano gli spacciatori gliele perdonano tutte. Peroperi

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