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Robbie Williams torna con "In and out of consciousness"

In 2 cd racchiude le canzoni più significative del poliedrico cantante e attore britannico

Robbie Williams torna con "In and out of consciousness"

Per uno come me, che in realtà non vive di pane & gossip, non è un'impresa così semplice quella di star dietro ad un artista come Robbie Williams. E' più facile parlare della sua musica, devo ammetterlo. Infatti, quando annunciai l'uscita di Shame, che mentre scrivo risulta essere il brano più trasmesso dalle radio e dalle tv del Bel Paese, decisi volontariamente di tenere da parte ogni notizia sui Take That. E proprio all'indomani della mia news, Williams, intervistato assieme all'amico Gary Barlow, dichiarò che sì, sarebbe tornato a cantare con i suoi amici, ma solo per un album e per la durata di un tour. Negli ultimi giorni, però, sembra che Robbie abbia maturato un'altra scelta, ossia quella voler rimanere per sempre con il suo storico gruppo. E chissà, magari tra un po' dirà che quelle tre o altre quattro Angels vorrà farle proprio con Gary, Jason, Howard e Mark. Intanto accontentiamoci dell'attesissima X-Collection, quella esce anche da noi (su etichetta Emi)  il prossimo 12 ottobre e che in 2 cd racchiude le canzoni più significative del poliedrico cantante e attore britannico. Da solo ma anche con i Take That (in Everything Changes) e al fianco di stars d'eccezione come Kylie Minogue e Nicole Kidman. E' un viaggio a ritroso e che dura 20 anni tondi tondi, quello di In and out of consciousness. Si parte da Shame, che ricorderemo a lungo anche per il suo videoclip molto gay-friendly (proprio l'altro giorno, mentre il nostrano Tiziano Ferro faceva outing, il neo-sposo Williams dichiarava di desiderare tanto un figlio gay) e che rievoca non poco la pellicola Brokeback Mountain. Per poi continuare con le canzoni della rinascita, Morning Sun e la splendida Bodies, dove c'ha messo lo zampino il grande Trevor Horn, e con una carrellata di pezzi ormai storici come Rudebox, Rock Dj, Feel, Somethin' Stupid e She's The One...Fino ai due capolavori assoluti: Angels, che è stato definito il singolo più bello degli ultimi 25 anni, e Millenium. L'estrema sintesi, questa, di 36 anni vissuti tra alti e bassi, 16 brit award vinti e 68 milioni di dischi venduti complessivamente. Non è facile e soprattutto non è da tutti avere così tanto successo. Un successo galvanizzante, è fuori di dubbio, e che lo ha portato anche ad attraversare un periodo di buio totale, quello della depressione e della dipendenza da alcol e droga. Ma ora Robbie sembra essere rinato. Infatti si è spostato da poco con la conturbante attrice Ayda Field, con la quale, giustamente, passa tantissimo tempo a letto, tanto che il papà di lui ha paragonato la coppia al compianto John Lennon e Yoko Ono. E poi sta per uscire con un album registrato in gran segreto a New York, proprio lo scorso anno. Non un disco qualsiasi, bensì quello realizzato con la band che aveva abbandonato 15 anni fa e con un produttore con la P maiuscola, cioè Stuart Price, che ha prodotto capolavori come "Confessions" di Madonna e che quest'anno si è messo a lavorare con la citata Kylie Minogue per Aphrodite. Un genio della dance che affianca la boy band per eccellenza e, assieme a David Guetta, fa procedere a gonfie vele il trend dei dj che producono le stelle del pop. Qualcosa di veramente straordinario. Il loro nuovo singolo si chiama Flood e anticipa l'album Progress, che tradotto in italiano vuol dire progresso. Quindi sì, c'è da crederlo. Quelle tre o quattro Angels (o Bodies, per me siamo sullo stesso livello) prima o poi riuscirà a farle, il nostro Williams. Perché l'unica tempesta dalla quale potrà essere investito, ne sono certo, sarà soltanto quella della creatività.

Leonardo Filomeno

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