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Il teatro? E' alla moda

In mostra a Roma fino al 5 dicembre gli abiti dei grandi nomi del made in Italy

Il teatro? E' alla moda
Fendi, Versace, Capucci, Missoni, Alberta Ferretti, Armani, Marras, Ungaro e poi ancora Valentino, Gigli e Coveri. Grandi nomi della moda e ambasciatori dell’eccellenza del made in Italy nel mondo. Di loro si sa tantissimo, se ne seguono le collezioni,  ma Roma oggi ne mette in luce un aspetto poco conosciuto,  quello che li vede in veste di costumisti teatrali. Perché tutti questi grandi nomi della fashion industry con il teatro hanno avuto una speciale storia d’amore, una passione travolgente che li ha portati a vivere il teatro non solo da spettatori ma piuttosto da grandi protagonisti.

Un mondo nuovo, quello in mostra a Roma, alla Fondazione Roma Museo.
“Il Teatro alla moda. Costume di Scena. Grandi Stilisti” accende i riflettori su vere e proprie opere d’arte, pezzi unici realizzati dal 1980 ad oggi, frutto della creatività dei più grandi nomi del made in Italy:  100 abiti, 93 bozzetti e numerosi girati video suddivisi in 8 sezioni tematiche raccontano di una moda da palcoscenico e al tempo stesso mettono in luce parte della cultura artistica del nostro Paese, promuovendo il bello e i mestieri dell’arte. “Vedere questi abiti ci mette in condizione di sentirci fortunati di vivere in questo Paese”, ha commentato Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio, che ha apprezzato l’estro, la creatività ma soprattutto il valore dell’alto artigianato e dei mestieri “che vanno recuperati in un settore come questo” degli straordinari abiti esposti.

Non c’è marketing, non c’è la pressante esigenza di trovare un punto di incontro con il mercato e le sue imposizioni, realtà con cui spesso le griffe si trovano a confrontarsi nella loro attività quotidiana, ma solo grande passione ed un incredibile know how. Ecco perché la mostra, curata da Massimiliano Capella e promossa da AltaRoma, Fondazione Roma e Fondazione Giacomini Meo Fiorot –Musei Mazzucchelli , è motivo d’orgoglio tanto per i grandi nomi della moda che per le istituzioni.

L’avvicinarsi di uno dei nomi della moda al teatro è un’occasione unica e pregna di grandi suggestioni. Il costume smette di essere un semplice costume e vive dell’arte di chi lo indossa così come dell’arte di chi lo ha creato, trasformando paniers in couture e altrimenti improbabili costumi in capi della grande e alta moda italiana,  e proprio per questo la prima sezione è la più intensa ed emotiva, ricca di suggestioni e di grandi nomi. 

Si prosegue poi con una certezza della moda italiana, Fendi che a Verona negli anni ’80 stupì il mondo con la sua Carmen vestita di jeans, e con Missoni, di cui se ne riconosce immediatamente l’imprinting, e poi ancora il Maestro Capucci, uno dei più grandi geni della moda, e Re Giorgio, un Armani inedito, tanto quanto la sua Bata de Cola, un lusso creato per Joaquin Cortes che per la prima volta arriva in Italia.

E’ magico il “Sogno di una notte di mezza estate” firmato Marras e incredibilmente attuali sono gli abiti che, tra gli anni ’90 e i primi del 2000, Romeo Gigli, Alberta Ferretti, Enrico Coveri e Valentino  hanno regalato  al Teatro, ma la sezione dedicata a Gianni Versace che si riferiva al palcoscenico come il suo vero amore esprime nella sua pienezza la devozione del grande stilista al teatro. La mostra in scena fino al 5 dicembre a Roma “dimostra la profondità delle radici culturali e la modernità al tempo stesso perché non c’è sviluppo senza cultura”, lo spiega con enfasi Santo Versace, che nella costruzione della mostra ha investito tanto e che alla promozione della cultura ci tiene davvero, così come AltaRoma che con Silvia Venturini Fendi, doppiamente protagonista non solo in veste di Presidente, ma anche come rappresentante della famiglia, ha garantito l’impegno della kermesse romana affinché l’altissimo artigianato trovi sostegno e promozione.

Donatella Perrone

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