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Pompougnac: "Hôtel Costes è musica di sottofondo che fa emozionare"

Intervista al maestro della lounge. Il dj francese firma il 14° volume della compilation e sale subito in classifica

Pompougnac: "Hôtel Costes è musica di sottofondo che fa emozionare"

di Leonardo Filomeno - Partiamo dai numeri e partiamo dal 5, come i milioni di copie che la serie Hôtel Costes ha venduto nel mondo in 12 anni di storia. Quasi 500.000 cd (o download digitali legali) all'anno per il brand legato al ristorante & albergo più chic di Parigi. Come è riuscito un locale a fare tutto ciò, vi starete chiedendo. Lo ha fatto grazie a Stephane Pompougnac: il selector più imitato da tutti, il maestro (il termine è abusato ma in questo caso ci sta tutto) della lounge. Poi c'è il 4, che in scaletta è il numero di Yma dei Boozoo Bajou, proposta in una raffinata e coinvolgente versione house realizzata da Afterlife. Una canzone, questa, che rischia davvero di far andare fuori di testa gli amanti del genere. Yma fa parte del nuovo volume di HC, il 14esimo. E il tredicesimo? E' stato saltato volutamente. Quindi non esiste. E non uscirà mai. Perché il 13 viene considerato dappertutto - fatta eccezione per l'Italia, dove è il 17 a terrorizzare - il numero maledetto. E in nessun Hotel del mondo esiste la stanza n.13. HC, visto che è pure un Hotel, ha rispettato in pieno la tradizione. Quindi siete anche un tantino superstiziosi, Stephane. O no? "Non ho deciso io, è stata una scelta dell'etichetta, la Pschent. E' una cosa simpatica, comunque". Senza dilungarci più di tanto, partiamo con le domande. Leggendole scoprirete tutto quello che ha rappresentato e rappresenta nel mondo il marchio HC.

Il sottoscritto non la pensa così e l'ha pure detto. Ma qualcuno sostiene che Decade, ovvero il box set che avete pubblicato da poco con l'intento di celebrare i primi dieci anni del brand e raccogliere le migliori tracce da te selezionate, sia stata una mossa più commerciale che di qualità. Cosa rispondi a chi dice ciò?

"Abbiamo venduto milioni di copie nel mondo, per cui è anche un fenomeno commerciale, questa serie. Ma è pure una compilation che viene fuori da una lunga, lunghissima ricerca. Quando ho iniziato, 12 anni fa, trovare nuova musica era difficilissimo. Oggi ho la fortuna che musicisti e discografici mi mandano sempre i loro lavori in anteprima, ma impiego un sacco di tempo a trovare l'ordine dei brani, il mood giusto. Detto questo, Hôtel Costes è 'solo' musica di sottofondo che ogni tanto, in qualche momento, ti fa emozionare".

Nei tuoi cd c'è tanta chill out ma anche un po' di house, un genere che negli ultimi periodi ha subito evoluzioni notevoli. E la lounge come va? Ma soprattutto, come è cambiata da quando, nel 1999, hai iniziato a curare questa collana?

"Spesso la lounge che sento in giro, nei locali e nei negozi, non mi piace. Non so dire perché. Mi sembra musica dozzinale. Oggi trovare buone tracce è sempre più difficile e ci sono troppi cd di cattiva qualità".

Ogni volta una fanciulla diversa ma sempre di una bellezza mozzafiato. Quindi davvero un bel vedere per gli occhi...

Ma HC, alla fine, è anche un oggetto molto bello da collezionare, da toccare con mano, visto che il packaging diventa sempre più esclusivo. Insomma, per un prodotto come il vostro il supporto è importante. Tuttavia anche su iTunes andate forte in fatto di vendite. Come te lo spieghi questo fenomeno parallelo?

"Le belle ragazze piacciono a tutti e senz'altro il mood esclusivo di HC come locale e albergo è servito alla compilation. Ma se Hôtel Costes non contenesse sempre ottima musica, non sarebbe certo durata 12 anni. Non credi?"

Certo, è fuori discussione. Infatti noi italiani, lo dicono proprio le vendite, amiamo la musica che proponi. Ma a te piace il nostro paese?

"Certo che mi piace. Purtroppo, però, suono poco in Italia. Sono appena tornato dalla Colombia e sto per partire per il Giappone e l'Ucraina… Mi piacerebbe suonare di più anche da voi".

Sempre a proposito di Italia... Bob Sinclar, un tuo connazionale, esce pazzo per il nostro cibo. Tu?

"Pure io. Siccome ho 42 anni e ho una famiglia, non posso più dire molto sulle bellissime ragazze italiane. Tra l'altro, secondo me, vi vestite molto meglio di noi francesi. In Francia ci si veste bene solo in certi quartieri e durante la settimana della moda".

Nel pop hai lanciato Vanessa Da Mata. Ti piace la scena attuale? E come vedi queste collaborazioni tra le stars musicali e i DJ?

"Le vedo bene, quando producono musica di qualità. E vi do un'anticipazione. A gennaio uscirà un nuovo progetto per la mia label, Stephane Pompougnac Production, in cui saranno presenti alcune nuove tracce che sto realizzando con i Cock Robin. Negli anni '80 ebbero un successo planetario. Saranno canzoni electro pop, non lounge".

Ottimo. Staremo a sentire, allora... Sempre a proposito di regine del pop che amano la dance, che mi dici di Madonna? E' risaputo che potrebbe rimanere molto male se non le regali ogni volta una copia del tuo disco in anteprima...

"No, non le mandiamo più il cd ma credo che quando viene all'Hôtel Costes continui a comprarselo. Comunque è giusto che collabori anche con altri dj come David Guetta. Non ci sono solo io a fare questo lavoro…".

Parliamo ancora di stelle, ma del cinema. E' vero che hai sonorizzato un party benefico a Roma organizzato da Amfar e Sharon Stone?

"Sì. E' successo qualche anno fa. Fa sempre piacere potersi mettere al servizio di un evento benefico, che fosse pieno di vip conta poco. Anche loro ballano la solita musica delle persone normali, non c'è alcuna differenza. Tra l'altro, credo di essere una persona semplice, non una superstar. Ho la mia label, il mio studio... e quando mi chiamano vado a fare il dj, tutto qui".

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