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Lo spettacolo italiano in sciopero contro i tagli della Finanziaria

Chiusi i set, fermi 250mila lavoratori. Bondi: "Mi impegno per proroga incentivi fiscali" /GUARDA LE FOTO

Lo spettacolo italiano in sciopero contro i tagli della Finanziaria
Il mondo dello spettacolo italiano sciopera contro i tagli previsti dalla legge di stabilità recentemente approvata alla Camera. L'intera giornata di lunedì è stata dedicata, dai 250mila lavoratori italiani del settore, alla protesta e alla mobilitazione contro la riforma. Tutti gli attori e i macchinisti hanno incrociato le braccia, moltissimi cinema e teatri hanno chiuso le proprie porte. Le fiction e i film attualmente in realizzazione sono state sospese.

Lo sciopero generale della cultura italiana è stato indetto dalle tre sigle sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil. Chiedono innanzitutto il reintegro del Fus, il contributo statale che nel 2008 ammontava a 450 milioni e che nella nuova Finanziaria pari a 288. I sindacati chiedono anche "l'approvazione delle leggi quadro di sistema dei settori dello spettacolo dal vivo e cineaudiovisivo, e la piena applicazione del titolo V della Costituzione e il suo adeguato finanziamento". Inoltre si richiede "la conferma del rifinanziamento per il prossimo triennio degli incentivi fiscali già esistenti, Tax Shelter e il Tax Credit", oltre allo stop alla "delocalizzazione delle produzioni".

Giulio Scarpati (nella foto), presidente del Sindacato Attori Italiano affiliato ad Slc/Cgil, nel corso della manifestazione organizzata questa mattina a Roma al Cinema Adriano, ha chiesto un incontro con il CdA della Rai e con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti proprio per discutere sullo spostamento di ingenti risorse verso l'estero. Molti set e produzioni sono rimasti chiusi per tutto il giorno: tra questi ci sono quelli di film e fiction molto noti e attesi ("Manuale d'amore 3", "Agrodolce", "Natale in Africa", "Un medico in famiglia 7", "Squadra antimafia 3", "Habemus Papam" di Nanni Moretti).

Opposizione e Udc hanno espresso solidarietà nei confronti dello sciopero, mentre il ministro della Cultura Sandro Bondi ha affermato: "Non posso non comprendere le ragioni della protesta del mondo dello spettacolo che, nonostante certe strumentalizzazioni politiche, pongono problemi reali. Ribadisco il mio impegno a ottenere la proroga degli incentivi fiscali a favore del cinema, una misura liberale che senza gravare sulle casse dell’erario ha un effetto positivo per lo sviluppo dell’economia, e di un necessario reintegro del fondo unico per lo spettacolo per non scendere al di sotto degli attuali livelli, già insufficienti, dell’offerta culturale. Spero che - ha concluso Bondi - l’allarme lanciato oggi dal mondo dello spettacolo aiuti a trovare entro l’anno un soluzione positiva, che consenta di programmare i calendari del prossimi anno".

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Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    26 Novembre 2010 - 08:08

    uno si prendesse la briga di andarsi a leggere la lista dei film e degli spettacoli sovvenzionati con soldi pubblici e vedesse i risultati oltre che gli incassi (quindi ne faccio una questione qualitativa e di economia), capirebbe che il 90% dei tagli è giustificatissimo. Dovrebbe essere eventualmente approntata una legge che aiuti le piccole compagnie, anche piccolissime, che preparano cartello e stagioni in teatro nelle province e nei piccoli paesi. Dopo ogni anno, visti gli incassi e i risultati, si vede se continuare ad aiutarli. I grandi nomi e i finti registi (in primis la guzzanti, che praticamente parla male del governo, ma ha mangiato con i suoi soldi da quando ha deciso di mettersi dietro davanti e di lato la macchina da presa con risultati veramente pietosi.....Bombolo al confronto era un signor attore), dovrebbero fare come tutti i mortali imprenditori....trovarsi i finanziatori, se li convincono, siamo in un paese libero girino e producano!

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  • BERTY

    23 Novembre 2010 - 09:09

    Tutti gli attori sono ricchi, gli utili se li tengono ben stretti, però pretendono gli aiuti dallo stato, è ora di finirla che vadano a lavorare.

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  • gasparotto

    23 Novembre 2010 - 08:08

    Ecco dove finiscono i soldi estorti ai cittadini sotto forma di tasse esose e non più sopportabili.A finanziare una infinità di cose,dalle tante associazioni detti enti inutili e ce ne sono a migliaia, per finire al mondo dello spetatcolo, contrabbandato come cultura. Mentre è dimostrato che diecine e diecine di film non riescono a introitare nemmeno per le spese e tanti non vengona mai pubblicati. A sostegno il solito slogan dei cervelloni: "si vuole sopprimere la cultura". Come se Dante,Manzoni,Foscolo,Carducci, avessero per le loro opere immortali, ricevuto fondi dallo stato. Loro sì che hanno fatto la cultura.Mozart,Beethoven,Rossini etc.non è che se la passavano bene,alcuni morti in miseria. Pirandello non era ricco come i nostri attoruncoli. Allora di che cultura parlano? Quella dei bassifondi? Ecco perchè costoro rivogliono i rossi e fanno quadrato contro il governo Berlsusconi che si sta dannando per rimettere a posto i conti degli scialacquatori.

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  • giuseppe57

    23 Novembre 2010 - 08:08

    se si pensa alla Fiat solo un imbecille o un provocatore può pensare che sono tutti come Marchionne e la famiglia Agnelli, se si parla di scarpe nessuno pensa che le Tod's le fa Della Valle. Analogamente per lo spettacolo: ci sono Moretti e Scarpati, certo, ma il settore è fatto da migliaia di persone che lavorano con stipendi normali, e che gli spettacoli li realizzano materialmente. Oppure si pensa che i film li facciano gli attori ? Se uno che fa l'ingegnere ragiona così povera Italia.

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