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John Lennon è morto ancora, 30 anni dopo

L'8 dicembre 1980 l'ex leader dei Beatles veniva assassinato a New York. Violenza, moralismi e furbi: il mondo di oggi lo vedrebbe sconfitto

John Lennon è morto ancora, 30 anni dopo
John Lennon è morto ancora, trent'anni dopo la prima. Era '8 dicembre 1980 quando Mark Chapman sparò quattro colpi di pistola all'ex leader dei Beatles, a New York. Pochi attimi prima, gli aveva chiesto un autografo. E' uno dei tanti paradossi di una vita incredibile ed infinita. Terminata a 40 anni ma sempre nell'aria, attuale. Re del pop e ideologo della rivoluzione hippie, forse suo malgrado. Pacifista a oltranza e barricadero della prima ora, baronetto di Sua Regina Elisabetta II e primo distruttore delle convenzioni sociali britanniche, lui ricchissimo, "più famoso di Gesù Cristo" e scandaloso innamorato di una giapponese, Yoko Ono.
Lottava e cantava, anche quando parlava di donne, amore e fantasmi personali come l'adorata madre. Lottava per un mondo migliore. Ci credeva, lo urlava.
 
Eppure ha perso. Si faceva fotografare nudo, sulla copertina di "Two virgins", per spezzare tabù e ricordare che l'amore non ha confini. Oggi parlare di sentimenti in epoca di sesso ovunque e comunque è quasi blasfemo.

Restituì sdegnato quel titolo di Sir. La monarchia è ancora lì, e sta per festeggiare un nuovo matrimonio reale.

Era il vertice sperimentale dei Beatles, mai serioso ma sicuramente più coraggioso. Alla fine, l'ha spuntata il guascone Paul McCartney, insieme a Ringo l'unico ancora in vita dei Fab Four e quello che, per soldi e fama, se la passa meglio.

Combatteva contro il Vietnam, sicuramente avrebbe trovato pane per i suoi denti da polemista e anti-conformista anche in questi anni di falsi moralismi e menzogne passate per verità. Ma al suo fianco avrebbe trovato quei furbetti di Bono Vox e Jovanotti. E forse non avrebbe gradito.

Ha perso perché, a 30 anni dalla sua morte, quasi tutti lo ricordano ancora per quel carrozzone di buoni sentimenti, molto naif e abbastanza scontato, che si chiama "Imagine". Ecco, prendete tutti quei "there's no heaven" o "there's no countries" o "living life in peace" e dimenticateli. Lennon no, non dimenticatelo. Era un sognatore, e forse è stata l'unica sua colpa.

 

Claudio Brigliadori

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Commenti all'articolo

  • marco.mai

    10 Dicembre 2010 - 10:10

    voluto lasciare un commento ieri, ma non ho avuto tempo e lo faccio comunque oggi. Personalmente mi lascia abbastanza indifferente sia la vita che la morte di Lennon, non mi manca cosi' come non mi colpiva, se non negativamente, quando era in vita. Troppo facile il suo essere scandaloso in un mondo come quello occidentale. Magari, se avete veramente a cuore la cultura e lo scandalo dell'amore leggete la biografia di Marija Judina e ascoltatela (un link come riferimento: http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=15235) sicuramente la sua vita e' stata meno facile e il suo scandalo molto meno scontato.

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  • oldcaesar

    09 Dicembre 2010 - 20:08

    Non credevo che il dibattito si protraesse così a lungo. Sicchè mi permetto di sottolineare che l'autore dell'articolo è stato molto obiettivo: Lennonn aveva grandi qualità, un tempo aprrezzate ed oggi finite nel cestino. Non ha detto se sia stato meglio o peggio. Per cui pregasi non attribuire intenzioni a enunciazioni di fatti. Lennon è stato un grande, la più bella canzone di Natale e fatta con poche note indovinatissime, l'ha fatta lui. E tutti i natali i negozi la suonano e John Lennon rinasce. Quanto alle idee... Mica tutti siamo fatti con la carta copiativa. Ognuno ha le sue. Quelle dei figli dei fiori non è che fossero sbagliate, erano e credo continueranno ad essere solo UTOPIE. Tutto lì. Sono cose così evidenti che non giustificano discussioni agguerrite, se ne può parlare in tutta serenità, che intanto... AUGURI DI NATALE A TUTTI sulle note di Lennon.

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  • ubik

    09 Dicembre 2010 - 19:07

    tu puoi continuare tranquillamente ad ascoltare orietta berti... :)

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  • ziubustianu

    09 Dicembre 2010 - 18:06

    A qualcuno magari può non piacere,non capisco quelli che per forza devono commentare, ma John Lennon è stato un grande artista nel suo genere, un sognatore rivoluzionario come solo gli artisti possono essere. Non capisco il senso dell'articolo. Lennon sarebbe oggi un perdente ? E cosa avrebbe dovuto cantare di grazia ? Le lodi dell'edonismo reganiano? Del superliberismo e della globalizzazione ? Ho vissuto la sua epoca, e devo ringraziarlo per averci fatto sognare un mondo più giusto. Forse questo sogno non è compreso o condiviso da chi ha scritto l'articolo ma Lennon era questo.

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