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Silvia Venturini Fendi presenta il calendario di AltaRoma

La kermesse ai blocchi di partenza tra mostre, sfilate, installazioni e libri e i talenti in erba della couture

Silvia Venturini Fendi presenta il calendario di AltaRoma

Roma non è Parigi. E bisogna dirlo forte perché altrimenti a parlare di haute couture si rischia di confondere AltaRoma, la manifestazione Capitolina dedicata all’alta moda, con la moda che sfila all’ombra della Tour Eiffel con un danno all’immagine della prima schiacciata dai nomi patinati della seconda. E invece, a giudicare dal calendario appena presentato  da Silvia Venturini Fendi, Presidente di AltaRoma,  la kermesse ha degli argomenti validi per  fare di Roma la culla dell’alta moda italiana, quella colta e di nicchia che sfida i grandi con le giovani leve e che condisce con installazioni e sperimentazioni le consuete sfilate diversificandosi così dalla predatrice cugina dall’accento francese.

La 18° edizione della kermesse che terrà banco a Roma dal 29 gennaio (con qualche assaggio da pregustare già il 28) al 1 febbraio sarà costellata da piccole perle, gioielli destinati a far parlare per i contenuti che ancora una volta accendono i riflettori sull’artigianato, cuore pulsante della couture,  piuttosto che per l’aspetto più superficiale ed esuberante, un’impresa difficile considerato che il budget è rimasto lo stesso, ossia 2.750.000 euro per far quadrare le 2 edizioni annuali e i costi della gestione ordinaria .                 

La nuova alta moda non parla più solo di abiti, ma si evolve e diventa una piazza in cui dibattere, scoprire, sperimentare, e soprattutto dare aria nuova ad un filone che potrebbe altrimenti sembrare un po’ arrugginito. Così durante AltaRoma si parlerà di libri - tanti quelli da scoprire durante il calendario - e della moda letta dai blog e dalle riviste indipendenti con la terza edizione di “Fashion on Paper” che cambia formula e si concentra in due giorni.

Ci saranno come sempre  le colonne storiche della kermesse, quindi Curiel, Gattinoni, Balestra e anche la maison Sarli, che continua il suo percorso sulle passerelle romane “proprio come avrebbe voluto il Maestro Sarli” ha sottolineato Silvia Venturini Fendi - che oltre a dedicare la manifestazione al couturier appena scomparso promette per il futuro qualcosa di grande per ricordarlo - e poi ci saranno Marella Ferrera e Camillo Bona e gli stranieri d’oro della manifestazione Abed Mahfouz e Tony Ward.  Sfileranno anche Rami al Ali e Addy Van Den Krommenaker e la new entry Jack Guisso,  Nino Lettieri e Giada Curti e poi, dopo il successo riscontrato con il concorso Who’s on Next, torneranno a calcare le passerelle romane Erkan Coruh, Elisa Palomino e i Leitmotiv.  Largo spazio ai giovani quindi, come il calabrese Fabrizio Talia, guest designer della kermesse, e come i 40 talenti già affermati, tra cui Max Kibardin e Sabina Masenza, che saranno protagonisti di Limited/Unlimited, l’evento che già nella scorsa edizione si è posto come la punta di diamante della kermesse e che dimostra con orgoglio come ancora l’artigianato sappia esistere e resistere alle pressioni del tempo . In un’ideale sfida all’ultimo capo i 40 stilisti coinvolti si confronteranno con i big dell’alta moda, i vari Valentino, Capucci, Lancetti, firme in mostra anch’esse nello stesso spazio – la Biblioteca Casanatense – raccolte nell’ esposizione “Guardaroba di Signora” curata da Sofia Gnoli.

Completano la formula gli eventi glamour  in programma - quello organizzato da Delfina Delettrez per raccogliere fondi da destinare alla costruzione di pozzi d’acqua in Kenya, quello patrocinato da Mercedes,  e l’inaugurazione ufficiale della prima boutique europea  di Tory Burch che ha aspettato l’avvio di AltaRoma per festeggiare -  oltre a delle vere e proprie chicche:  la mostra “Fernanda Gattinoni–Moda e stile ai tempi della Hollywood sul Tevere”, che, già vista a Parigi arriva finalmente qui da noi, l’installazione “Crochet de Lunèville:  studio in fugato per otto ricamatrici e telaio amplificato”  e l’esclusiva e blindatissima visita alla scoperta dell’Atelier André Laug, una delle firme di riferimento del settore già dagli anni ’70.

 

di Donatella Perrone

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