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Caro, Brooke e Martina: i tre volti nuovi del pop al femminile

La Emerald fonde jazz e dance, la Fraser sempra Carole King, la Sorbara è una stellina dell'elettronica: stupiscono per classe e creatività / VIDEO

Caro, Brooke e Martina: i tre volti nuovi del pop al femminile
Proporre un tipo di pop che è anche dance, electro, swing o country. L'idea è talmente semplice da non esser presa in considerazione da star acclamate come Jennifer Lopez o Britney Spears, che, s'è visto, preferiscono seguire il trend del momento. Massì, ciò che conta è confezionare qualcosa che piaccia alle radio e ai teenager. Non lo è di certo per tre artiste splendide ma soprattutto brave come Caro Emerald, Brooke Fraser o Martina Sorbara (dei Dragonette, nella foto), che stanno piacendo a tutti proprio per il loro modo "alternativo" e molto originale di fare musica.

SAPORE RETRO - Caro Emerald, in realtà, ha un nome lunghissimo: Caroline Esmeralda van der Leeuw. Nata ad Amsterdam il 26 aprile di ventinove anni fa, questa burrosa cantante, diplomata in canto jazz, riesce nell'impresa di far piacere a un pubblico mainstream un genere di nicchia come lo swing, fondendolo molto bene con elementi pop. 'Deleted Scenes From The Cutting Room Floor', il suo fortunato album d'esordio, è ricco di canzoni immediate e dal sapore retrò (vedi le accesissime That Man o Stuck, che strizza pure l'occhio alla dance), e al suo interno si rincorrono vari tipi di influenze jazz e sfumature mambo. Ma è soprattutto il disco che include alcuni brani che, da mesi, le permettono di restare sulla cresta dell'onda anche in Italia, da Back It Up (soundtrack nel nuovo spot della Wind con Aldo, Giovanni e Giacomo) e A Night Like This (tormentone delle ultime settimane scelto da Alfonso Signorini come sigla del suo Kalispera!, su Canale 5).

COUNTRY E NON SOLO - Stessa etichetta che ha lanciato nel Belpaese la Emerald, ovvero Time Rec, per Brooke Fraser, cantautrice 27enne che nel suo paese d'origine, la Nuova Zelanda, è da tempo una celebrità. Le sue muse ispiratrici sono Carole King, Sarah McLachlan, Joni Mitchell e James Taylor, e nonostante abbia una voce cristallina, non ha mai preso una lezione di canto in vita sua. Sui maggiori network di casa nostra, Something In The Water, vivace ballata in stile country pop, è già al settimo posto nel Music Control. Se la cercate potete andare sul citato negozione virtuale della Apple o aspettare il 15 marzo, quando uscirà nei nostri negozi il suo terzo lavoro in studio, 'Flags', tutto prodotto da lei. Che infatti ha dichiarato: "Gli artisti spesso lavorano con questo o quel produttore perché amano il suo sound... Ma io non volevo il sound di qualcun altro. Non volevo neppure ascoltare le idee di altri sul mio. Io volevo il mio suono".

PIACE ALLA VENTURA - Da Toronto, in Canada, arriva invece Martina Sorbara, che assieme al marito Dan Kurtz e a Joel Stouffer forma da qualche tempo i Dragonette, anche se il suo debutto solistico risale al 1998, quando uscì 'Unplaceables'. E' lei l'interprete di Hello, splendida e allegra smash hit firmata Martin Solveig, e pure del graffiante ed elettronico Animale di Don Diablo: due bandiere, queste, tenute altissime sulla scalpitante scena indie dance internazionale. Il percorso con la sua band è tutto in ascesa. Se non ci credete, date un'occhiata alla loro live-performance al fianco del citato Solveig (che cantava pure lui e molto bene) a 'Quelli Che Il Calcio' di due domeniche fa, su Raidue. Una esibizione da dieci e lode. Lo stesso voto che va a Simona Ventura, l'unica conduttrice che, invitando spesso artisti provenienti dalla scena underground, dimostra di saper davvero osare.

di Leonardo Filomeno

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