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Morta Maria Schneider, la diva triste. "L'ultimo tango a Parigi" l'ha maledetta

L'attrice francese aveva 59 anni ed era malata da tempo. Bertolucci si scusa, Malgioglio sconvolto / FOTO

Morta Maria Schneider, la diva triste. "L'ultimo tango a Parigi" l'ha maledetta
E' morta la diva sfortunata, la straordinaria protagonista dell'Ultimo tango a Parigi. Maria Schneider se n'è andata a 59 anni dopo una lunga malattia. Era figlia dell'attore Daniel Yves Alfred Gélin (protagonista del capolavoro di Hitchcock L'uomo che sapeva troppo), che però non l'aveva mai riconosciuta. L’attrice francese sarà inumata nel cimitero di Pere-Lachaise, dopo il funerale religioso.

LA MALEDIZIONE DI "ULTIMO TANGO" - L
a sua celebre e scandalosa interpretazione di Jeanne nel film di Bernardo Bertolucci - in cui recitò insieme a Marlon Brando - è rimasta nella storia del cinema. Quel film (segnò un'epoca ma fu anche la sua rovina: dopo le riprese scelse di rifugiarsi in un "esilio" forzato, ma furono in molti a pensare che dietro quell'allontanamento volontario ci fossero dipendenze dalla droga. Spesso, poi, nelle interviste manifestò una sorta di "odio" nei confronti di quella pellicola che, nel 1972, provocò un'infinita serie di polemiche in tutto il mondo (nel 1976 la Cassazione decise di mandare al rogo il film, ma alcune copie vengono conservate nella Cineteca Nazionale).

LA CARRIERA - Restano nella memoria di tutti anche altre pellicole che la videro protagonista, da
Professione: reporter del 1975 a Cercasi Gesù del 1982, fino a Notti selvagge del 1992 e al Jane Eyre di Franco Zeffirelli del 1996. Proprio negli ultimi anni, la Schneider ha recuperato un altro suo grande amore, la musica: ha infatti realizzato un album e un singolo dedicati a Lucio Battisti, in cui canta insieme a Cristiano Malgioglio.

LA COMMOZIONE DI MALGIOGLIO - Il sito libero-news.it ha raggiunto proprio Malgioglio, collaboratore ma soprattutto grande amico di Maria Schneider. Il cantante e paroliere non era ancora al corrente della morte dell'attrice, e al telefono la sua voce è spesso strozzata dal pianto. "Ultimo tango a Parigi non l'ha mai amato. Non la rappresentava. Le ha dato un successo incredibile, l'ha portata a lavorare con Antonioni in Professione: reporter, ma l'ha macchiata per sempre. Non era la ribelle descritta da tutti i giornali. Era una persona onesta, ma per tutti lei era un personaggio controcorrente. A differenza di tante altre donne, però, lei aveva un'onestà incredibile". Malgioglio la ricorda come una donna "dolcissima, un angelo, non la ribelle e bisessuale di cui si parlava. Era anche quello, ma la sua anima e il suo cuore erano meravigliosi". Poi aggiunge: "Sono distrutto, è un momento di dolore profondissimo, per me era come una sorella. Anche Brigitte Bardot sarà distrutta, a pazzi, Maria era come una figlia per lei". Cristiano Malgioglio racconta anche che la Schneider avrebbe voluto lavorare con "Muccino e Tornatore, i suoi registri preferiti al momento. Ha rifiutato un ruolo che le aveva offerto Tinto Brass, quel genere non le appartiene. Quentin Tarantino voleva scritturarla per Inglourious Basterds, ma Maria una settimana dopo si è ammalata e ha dovuto rinunciare".

LE SCUSE DI BERTOLUCCI -
"La sua morte è arrivata troppo presto, prima che io potessi riabbracciarla teneramente, dirle che mi sentivo legato a lei come il primo giorno, e almeno per una volta, chiederle scusa": con queste parole il regista dell'Ultimo tango a Parigi Bernardo Bertolucci ha commentato la notizia della morte di Maria Schneider.


Leggi l'intervista di Cristiano Malgioglio a Maria Schneider apparsa su "Libero" nel luglio 2007

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    20 Marzo 2011 - 10:10

    Ricordo il film benissimo,in particolare la scena incriminata che costo' il sequestro del film stesso.Mi spiace davvero,anche perchè era abbastanza giovane.

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  • marypotter

    04 Febbraio 2011 - 08:08

    rispetto e dispiacere per questo decesso...anche perchè era così giovane. Ma a parte i falsi buonismi, non la ritenevo un'attrice....ha lavorato pochissimo ed è diventata tristemente famosa per questo film (lungo e noioso) particolarmente per la scena che ricordate in calce all'articolo. A quei tempi c'era ancora la curiosità vera per il sesso (oggi inflazionato)certe scene facevano scandalo, ma io non ho mai amato i film che hanno bisogno di scene fuori dagli schemi per essere ricordati. Chi ricorda la trama o altri passaggi? Chi l'ha vista recitare in altre opere, ha davvero pensato fosse una brava attrice? Bella? Come moltissime altre da giovani...troppo facile.... Un po' come la Bellucci (ad altro livello di film, ma sempre con qualche riferimento sexi), bellissima, ma "attrice" è una parola grossa... Mi dispiace sia stata vittima delle sue scelte, forse era troppo giovane per capire, ma nessuno l'ha poi aiutata a venirne fuori.,...comodo ora piangere lacrime di coccodrillo....

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  • marcolelli3000

    03 Febbraio 2011 - 23:11

    la profondita' del film e' solo nella profondita' della scena che l'ha reso famoso (per quanto possa essere profondo un atto sessuale da dietro). Attribuire profondita' di altra natura e' una sonora stupidaggine. Mi dispiace per la prematura scomparsa dell'attrice. Purtroppo e' stata caratterizzata con la scena del film, ma c'era da aspettarselo, no? Tutti sapevano che il film avrebbe venduto per quella scena, mica per la profondita' ... quella scena, solo quella scena. Ecco perche' l'hanno fatta, del resto. Altro che "profondita'" (mi ci viene da ridere... chi dice che il film va visto tre volte per la profondita'..ma quale profondita'? mica siamo tutti depravati come lui per vedere quella scena tre volte? Una volta basta. Il resto del film e' ordinario e noioso. ancora oggi se ne parla, e si pensa solo a quella scena li (naturalmente).

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  • lallalalla

    03 Febbraio 2011 - 23:11

    non bisognerebbe commentare la morte di un'attrice a 58 anni bertolucci è sempre lento come l'acqua calda io ho l'età della Schneider ed ho vissuto bene tutta la vita senza vedere questo film che è stato molto pruriginoso per quegli ignoranti degli italiani ha fatto bene Libero a mostrarci questa trist6issima scena. Laura

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