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Radiohead, marcia indietro: si paga il nuovo album

Dopo la vendita per donazione di 'In Rainbows', 'The King of Limbs', torna a prezzo pieno. Ma non sono solo loro...

Radiohead, marcia indietro: si paga il nuovo album
'The King of Limbs', ottavo album dei Radiohead, è uscito ieri, a pagamento. Potrebbe anche sembrare una notizia scontata, ma per la band guidata da Thom Yorke non lo è affatto. Il gruppo di Abingdon, nell'Oxfordshire, in passato ha infatti abiutato fin troppo bene i propri fan. Nel 2007, il loro 'In Rainbows' era infatti stato distribuito in rete con un sistema di pagamento a donazione volontaria: dunque chi voleva, poteva sborsare una cifra a piacimento per ascoltare la settima fatica della band, lasciando liberi tutti gli altri di
scaricare anche gratuitamente tutte le tracce dell'album. Una specie di 'leak' ufficiale, come lo aveva definito a suo tempo Thom Yorke.

ARTISTI GENEROSI
- L'atteggiamento del gruppo rock, nel 2007, era però condiviso non solo da artisti di nicchia, ma anche da molti altri gruppi di successo. Pure i Nine Inch Nails hanno pensato, pochi mesi dopo l'uscita di 'In Rainbows', di regalare 'Ghosts I - IV' ai loro fan. Ma già otto anni prima, in pieno fenomeno 'Napster', gli Smashing Pumpkins, distribuirono gratuitamente online 'Machina II'. La band avrebbe poi riporposto la stessa formula con 'Teargarden by Kaleidyscope', ma con minor successo. A pagare le copie regalate da questi avanguardisti sono stati però i fan più accaniti, cioè quelli disposti a sborsare centinaia di euro per le edizioni limitate dei singoli album.

NON SOLO MUSICA - Questo atteggiamento disinteressato ha riguardato non sono il business musicale, ma anche quello editoriale. Infatti, mentre Thom Yorke concepiva 'In Rainbows', il New York Times apriva il suo giornale al web, permettendo ai navigatori di accedere gratuitamente a tutte le notizie del quotidiano. L'aria però adesso è cambiata su tutti i fronti: il giornale della grande mela introdurrà a breve un abbonamento per accedere a tutti i contenuti del sito, mentre gli stessi Radiohead hanno fatto marcia indietro. Niente più distribuzione gratuita, ma un prezzo che varia di 7 euro per il formato mp3 ai 39 per il supporto fisico. Per giunta, non si possono neppure scaricare le tracce singole, e la distribuzione online è esclusiva del sito del gruppo: dunque niente Amazon nè iTunes Store. Il motivo di questa tirchieria? Parlare di tempi di crisi potrebbe sembrare banale, ma probabilmente realistico. Ma in questo discorso probabilmente c'entra anche l'incertezza riguardo i pagamenti online. Un panorama confuso, in cui però emerge solo una certezza: nessuno ti regala nulla, neppure online.

di Andrea Privitera

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Commenti all'articolo

  • puntidivista

    19 Febbraio 2011 - 19:07

    sicuri che non vi sfugge niente?

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