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Sgarbi libertino: "Sesso e morale, toghe fasciste"

Il critico d'arta ribalta il pensiero del Cav: "Altro che comunisti, i giduci sono neri, come tutti quelli che limitano la libertà sessuale"

Sgarbi libertino: "Sesso e morale, toghe fasciste"
Pochi dubbi sul fatto che il sindaco di Salemi sia abituato a stupire. E a far discutere. Ma questa volta Vittorio Sgarbi ribalta completamente il paradigma caro al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che da sempre nutre il sospetto che nella magistratura figurino le cosiddette toghe rosse. Magistrati di sinistra insomma, o peggio ancora comunisti, e che sicuramente non amano e men che meno appoggiano l'operato del premier. Per Sgarbi, però, le toghe non sono rosse. "I giudici sono tutti fascisti, esattamente fascisti", tuona in televisione senza dar pace alla sua grigia chioma. "Non c'è un solo comunista tra i giudici", puntualizza.

La rivoluzione copernicana del toghe-pensiero è stata registrata negli studi de La7, ed ha avuto come cornice la puntata di Alballoscuro, il programma tv condotto da Alba Parietti e in onda giovedì sera alle 21.10. L'accusa di fascismo va però giustificata. "Il loro fascismo", spiega il critico d'arte, "è oggi manifestato nel loro tentativo di limitare la libertà sessuale, elemento simbolo delle libertà individuali. Chiunque limita la libertà sessuale è fascista". Da qui, la semplice equazione. "Che poi vengano chiamati comunisti perché bisogna immaginare che si contrappongano a Berlusconi", conclude Sgarbi, "è una forma letteraria. Berlusconi dovrebbe dirgli: Fascisti".


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Commenti all'articolo

  • fedelesempre

    09 Marzo 2011 - 18:06

    la stimo molto ma stavolta dissento.I magistrati di Milano secondo me incarnano perfettamente il modello komunista, perchè la libertà sessuale la limitano soltanto all'avversario politico,mentre la concedono con larghezza a se stessi.

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  • River

    04 Marzo 2011 - 11:11

    Il fascismo non è altro che comunismo condito per esempio di nazionalismo. Gli attori politici spessissimo hanno interpretato entrambi i ruoli trovandosi benissimo. Il Mussolini pacifista e anticlericale è lo stesso Mussolini fascista: cambiano gli alleati, le circostanze ma i modi sono quelli. E sono modi violenti, devastanti. Dovendo poi scegliere per forza tra nazismo e comunismo però io preferisco il comunismo: i risultati e i modi sono appunto simili ma almeno il comunismo si basa su pricipi per me molto più condivisibili.

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  • ed7

    03 Marzo 2011 - 23:11

    come critico può esser bravo e reparato....ma come uomo è bello prono

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  • idleproc

    03 Marzo 2011 - 13:01

    Ha ragione, vale anche per il Nazionalsocialismo, divieti razziali a parte. Le limitazioni e i vincoli nostrani alla sessualità sono secondo me riconducibili in gran parte all'epoca della Controriforma. Finiamola di spararci addosso l'un l'altro etichette fuori dal tempo. Gli unici comunisti che ho conosciuto erano in primo luogo marxisti, quindi sapevano leggere, scrivere, pensare e, pertanto, non sono mai stati stalinisti, neanche di striscio. Non sono mai stati in molti, forse sono estinti.

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