Cerca

Baudo, Vespa e Unità: lo show finisce in rissa

I segreti dell'insuccesso sullo show che celebra il 150° anniversario. Tivù fantozziana che arriva agli sputi / MENZANI

Baudo, Vespa e Unità: lo show finisce in rissa
E fu così che Baudo prese a sputi l’Unità d’Italia... Ce ne sono stati molti, in questa stagione,  di programmi sciagurati, flopponi in prima serata, esperimenti  immediatamente abortiti, ma “Centocinquanta”, il carrozzone celebrativo di Vespa e Baudo sull’Unità d’Italia, li batte tutti. Un programma fantozziano fin dalla genesi. Ascolti smosciati come il lifting di Sandra Milo, critiche feroci, e ora si scoprono incredibili risse dietro le quinte. Grazie a un  saporito retroscena del Corriere della sera si scopre che  l’imperturbabile Pippo Baudo, stressatissimo, è stato protagonista di una lite senza precedenti con uno degli autori della trasmissione, Claudio Donat Cattin, storica firma di “Porta a porta”, figlio dell’ex ministro democristiano e molto legato a Bruno Vespa.
 
Baudo si sarebbe lamentato per l’eccesso di intrattenimento dello show, gli animi si sono scaldati, sono volati insulti («mafioso», avrebbe detto l’autore a Pippo) e anche qualcosa di più materiale: uno sputo in faccia. Piccolo dettaglio: Baudo ha mancato il bersaglio. La mira non è il suo forte.   Donat Cattin, raggiunto telefonicamente da Libero, si chiude in un gentile «no comment».

VESPA E SANTORO

 Ma anche il mite Vespa, dopo settimane di intoppi e ascolti catastrofici, avrebbe perso la pazienza. È successo nell’ultima puntata di mercoledì scorso, la quarta sulle sei previste (la spina del programma moribondo è stata staccata in anticipo). Siamo sul finale, il clima è teso, la banda dei carabinieri suona e un monitor mostra i volti dei personaggi più importanti della Rai. Frizzi, Conti, Giletti, Venier, Magalli, Santoro. Ecco, appena Vespa vede il  faccione del suo nemico giurato, sbotta: «La serata si conclude qui». E in camerino se la prende con la trovata  degli autori che definisce “geniale”.

 Ieri Vespa si è difeso: «Non ero stato informato dei volti storici della Rai che sarebbero stati proiettati alla fine del programma. Quando ho visto che la storia del giornalismo Rai era incarnata dal solo Michele Santoro l’ho considerato un gravissimo errore prima che una stupida provocazione, non nei miei confronti, visto che ero in studio, quanto degli assenti e della stessa Rai». Il giornalista cita Sergio Zavoli, Piero Angela, Tito Stagno, Paolo Frajese.

Baudo, per lo sputo, rischia 80mila euro di multa; Vespa una sanzione per «abbandono programma» (ma lui  nega di averlo fatto: «Il mio era solo un tardivo ritorno alle regole»). Sta di fatto che se il motto  sanremese di Gianni Morandi era «stiamo uniti» qui la regola è stata «stiamo divisi». Nel bilancio delle due carriere, il più danneggiato è Baudo: lui è al momento fermo e senza progetti; Vespa ha pur sempre “Porta a Porta”. E dire che Baudo ci teneva tanto a questo polpettone che l’avrebbe riportato finalmente in prima serata. Chiunque incontrasse per strada, al ristorante o a teatro, doveva armarsi di pazienza e rassegnarsi ai lunghi racconti di Pippo su come stava mettendo in piedi il progetto, alle sue lezioni di storia e ai resoconti dei libri letti negli ultimi tempi («più di cento, ormai so tutto»).
 Era fierissimo. Dopo una vita in televisione e passati i 75 anni, Pippo  si era rimesso sui libri e ha studiato come non gli succedeva dagli anni del liceo. Per lui gli eroi del Risorgomento - Giuseppe Mazzini, Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi - erano  quasi un’ossessione. Li sognava la notte e, forse, durante il sonno i tre grandi davano consigli a Super Pippo su come affrontare l’ostica prova.

PROFESSOR PIPPO
Oddio, Pippo ha anche leggermente perso la trebisonda. Ormai sicuro di sè come avesse una cattedra universitaria di diritto, ha fatto perfino irruzione all’Auditorium di Roma dove alcuni professori universitari si alternavano nel ciclo di lezioni di storia per le scuole per interrompere una povera professoressa che secondo lui «non la contava giusta sulla vita di Garibaldi». Ha preso in mano il microfono, sciorinato la storia imparata in bignamini e paparbacks e ammutolito la povera cattedratica... Era eccitato come un ragazzino al primo appuntamento ma il destino  gli stava giocando un brutto scherzo. Alla metà di gennaio, il suo fisico non ha retto. Fastidiosi quanto imbarazzanti problemi di salute (un’influenza intestinale piuttosto grave) l’hanno costretto al ricovero facendo slittare  la partenza del programma. «Sono debilitato», disse.  Poco alla volta si è faticosamente ripreso, ma dopo Pippo è stata la trasmissione ad avere accusato problemi intestinali. E si sono visti tutti.

di Alessandra Menzani

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • dontfeedtheboss

    11 Aprile 2011 - 10:10

    è proprio un invidioso sopravvalutato. Se non fosse asservito al premier non sarebbe nessuno.

    Report

    Rispondi

  • RANMA

    10 Aprile 2011 - 11:11

    Per un vecchio (in tutti i sensi) EX democristiano come Baudo,saltando di palo in frasca (perchè agli opposti) è diventato un famigerato CATTOcomunista,il passo è stato breve..ecco il risultato. Certa gente non riesce proprio a mollare il microfono e la fame di notorietà. Nessun a-plomb, nessun noblesse oblige,ma solo lavandaiate alla fonte della supponenza...ma chi lo chiama in tv??

    Report

    Rispondi

  • Seagull

    09 Aprile 2011 - 21:09

    Sapete cosa mi fa impazzire di voi della destra odierna? Che rinnegate voi stessi. L'unità d'Italia è sempre stato, da che mondo è mondo, uno dei cardini e dei valori della destra. Sempre. Poi è arrivata la Lega, per la quale l'unità d'Italia è più o meno la stessa cosa che è l'acquasanta per il diavolo. E voi, che ormai siete i servi della Lega (perché vi servono i voti della Lega, altrimenti finite schiacciati e sparite dalla scena politica italiana), vi siete abbassati le mutande e oggi sputate sull'unità d'Italia, la disprezzate, trovate mille scuse per sminuirla e irriderla. Perché dovete servire la Lega. Lo sapete che è veramente vergognoso un comportamento del genere? Avete il coraggio di guardarvi allo specchio quando vi alzate la mattina? Non vi fate pietà?

    Report

    Rispondi

  • beppazzo

    09 Aprile 2011 - 19:07

    La coppia che fece "vieni avanti cretino" era lirica al confronto. I due è meglio che si chiamino un mummificatore egizio, con i tempi che corrono nell'alto nilo devono costare un occhio...ma ! forse non ne hanno bisogno , buona notte fratelli di Tutakamon.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog