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Lutto nel cinema: Sidney Lumet muore a 86 anni

Il regista di "Serpico" e di "Quinto potere" se ne è andato a New York. Addio a un maestro del giallo

Lutto nel cinema: Sidney Lumet muore a 86 anni
Se ne è andato a 86 anni, spegnendosi nella sua casa di New York, Sidney Lumet, il regista di Serpico e di Quel pomeriggio di un giorno da cani. Lumet non stupirà più con i suoi gialli d'autore. Sceneggiatore, attore, regista pluripremiato, Sidney è  sempre rimasto sulla cresta dell'onda grazie alle sue pellicole e alle strepitose interpretazioni degli attori che ha diretto.

IL SUO CINEMA - Elegante e sempre in grado di riservare qualche sorpresa, Lumet ha riportato in auge il filone dell'indagine di lusso, quello del giallo deduttivo alla Agatha Christie. Il regista ha messo in scena con ironia e raffinatezza, coraggio e spregiudicatezza, realtà recluse e drammatiche, che viaggiano fra il poliziesco e il melò. Un veterano di Hollywood che ha riciclato, infestato e giudicato l'America partendo dal luogo dove più di ogni altro si mettono in mostra i suoi peccati: le aule di tribunale.

"SIMPATICA CANAGLIA" - Nella tradizione hollywoodiana, Lumet si classifica fra le "simpatiche canaglie", maestro dei legal thriller a sfondo morale e dal risultato che non può essere che positivo, confermandosi di film in film spettacolare. Lumet ha riservato micidiali bordate agli eterni miti americani (la mascolinità forzata, il successo, il denaro) mostrando nei loro retroscena ciò che non dovrebba mai venire a galla: i fantasmi, i complessi di colpa, le insufficienze, le insoddisfazioni, l'irresponsabilità, il vizio e la violenza.

LA CARRIERA - L'esordio al cinema fu con La parola ai giurati (1957), tratto dal romanzo di Barry Reed. Sarà il suo capolavoro:  Henry Fonda, Martin Balsam e Ed Begley Jr si immersero così nei meandri di un film serrato, intelligente e acuto, e che gli permetterà di essere nominato all'Oscar come miglior regista. Negli Anni Sessanta, la sagacia di Lumet si fece più affilata con Spirale d'odio (1972), Rapina record a New York (1972), Riflessi in un occhio scuro (1973) ; Serpico (1973), Lovin' Molly (1974), Assassinio sull'Orient Express (1974). Furono gli anni migliori di Lumet, quelli dove maggiormente si mise in luce per la graffiante cronaca dell'America degli anni 70', quella in cui si va perdendo il sogno e i cui 'figli minori' sono costretti a rapinare banche (Quel pomeriggio di un giorno da cani, 1975), quella della logica serrata della televisione (Quinto potere, 1975) e quella immischiata in questioni di droga e odio razziale (Il principe della città, 1981).

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