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Addio Capponi, il bidello pazzo dell'Isola 2008

Domenica l'ex naufrago è stato stroncato da un infarto a 58 anni. Stava per ritornare con un format in tv / MENZANI

Addio Capponi, il bidello pazzo dell'Isola 2008
«Simonaaaaaa», urlava lui, con gli occhi imploranti e la voce che sembrava rubata a un cartone animato. E lei, Simona Ventura, quando vedeva sul maxischermo il faccione di Carlo Capponi, dallo studio di via Mecenate non riusciva a trattenere le risate.
Era il suo jolly. Quando il programma s’ammosciava, Capponi dava la scossa. Per gli autori  era una benedizione: pagato zero, reclutato tra i non famosi, quel bidello di Bologna con la laurea in Storia dell’Arte e una spasmodica passione per le  banane (Luxuria lo chiamava “Charlie Banana”) era diventato l’attrattiva principale dei guardoni da reality.  L’«Isola dei famosi» 2008 era lui.
Era  arrivato terzo dopo Vladimir Luxuria e Belen. Ma le sue gesta ipnotizzavano i cameramen honduregni più delle natiche della Rodriguez. Anche Maria De Filippi andava pazza per lui. In un’intervista, parlando della Ventura, dichiarava che a volte era troppo al centro dell’attenzione, della scena, e ogni tanto avrebbe voluto dirle: «Ti sposti che voglio vedere il bidello?». Da uomo qualunque a star, era stato catapultato in un mondo che non era il suo. Faceva serate in discoteca, lui che aveva 55 anni e il massimo della mondanità erano le sedute di giardinaggio.  Oggi la sua favola è finita. Come ha riferito la Gazzetta di Modena è stato stroncato domenica scorsa da un malore mentre si trovava con la compagna nella loro casa di Zocca, sull’Appennino modenese, dove è nato anche  anche Vasco Rossi e dove Capponi abitava  da qualche anno dopo la sbornia di reality.  Simona Ventura è distrutta: «L’«Isola dei Famosi» è come una grande famiglia e oggi abbiamo perso un membro importante a cui tutti volevamo bene. Il dolore è lancinante. Addio Carlo, per tutta la vita sentirò l’eco della tua voce che mi chiama». Là, sull’«Isola», lui piangeva sempre, di gioia, dolore, o senza il minimo motivo, batteva la fiacca, tramava contro tutti e poi faceva un sorriso fanciullesco che lo difendeva dall’odio dei compagni. Talmente surreale che tutti si chiedevano: ci è o ci fa?  Non era certo bello (era un mix tra Enzo Paolo Turchi e Sandy Marton cotto dal sole) ma si vantava di essere stato eletto negli anni Ottanta “Mister Capannina”. Per dieci anni ha amato una donna e ha continuato a farlo, non corrisposto, anche quando la storia è finita. Lei, Miss Cinema, era uscita di casa per lavoro e non era più tornata. Questa delusione amorosa lo ha mandato talmente in crisi da fargli  sviluppare una specie di mania che lo portava a mangiare fino a tre chili di banane al giorno. Entrato in analisi, è riuscito a ridurre la dipendenza fino a  sette-otto banane al giorno. Per calmare la foga, gli hanno consigliato di collezionare oggetti che ricordino il frutto giallo. Ne ha racimolati più di trecento.
Tornato dall’«Isola» era talmente “posseduto” dai meccanismi dello showbiz che aveva acconsentito ad allestire una  (fintissima) storia d’amore con la contessa Patrizia de Blank, sua co-naufraga. Il bidello e la nobildonna, e lui era il Cenerentolo. Foto, pose da tronisti, roba da non crederci. Era durata poco. L’esperienza del reality, a conti fatti, non gli ha fatto granché bene. E lui è tornato nella sua Bologna, nel microcosmo rassicurante della provincia dove era nato e dove, bambino pestifero, si era fatto bocciare per cattiva condotta in prima elementare.  Ha fatto il collegio fino alla terza media. Per 20 anni ha fatto il custode all’Università, dove viveva e dove ha conosciuto  Umberto Eco. Sarebbe dovuto tornare in tv dal 29 aprile con «Uman», un programma che ricicla vecchie glorie da reality. Capponi era la summa di tutti. Nei prossimi decenni di casting, tra «Isole» e altre diavolerie, uno come lui non lo troveranno più.

di Alessandra Menzani

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