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Brachino sfida Giletti: "I giovani sono con me"

Il conduttore di "Domenica cinque": "Lui farà pure più ascolti, ma i numeri non sono tutto. E Corona..." / MENZANI

Brachino sfida Giletti: "I giovani sono con me"
Massimo Giletti canta vittoria ma Claudio Brachino non sta zitto. Il conduttore dell’«Arena», su Raiuno, in un’intervista a «Libero» non ha nascosto l’euforia per i risultati d’ascolti che lo danno vincente la domenica pomeriggio. Ironia della sorte, proprio quel giorno “Domenica Cinque” l’ha battuto, distanziando l’«Arena» di tre punti di share e praticamente doppiandola sul cosiddetto target commerciale, quello tanto caro agli sponsor. «Ma non ci sono solo i numeri», puntualizza Brachino, il suo competitor, presentatore della prima parte dello show, quella più giornalistica, nonché direttore della testata «Videonews». Partiamo dai contenuti.
«I bilanci si dovrebbero fare alla fine, ossia il prossimo 29 maggio. Ma viste le continue esternazioni di Giletti adesso parlerò. Innanzitutto l’azienda non mi ha affidato una fetta di  programma “per battere qualcuno” ma per obbiettivi commerciali ed editoriali. Io e Federica Panicucci, che siamo subentrati a Barbara D’Urso, siamo in onda dal 16 gennaio, Giletti da cinque anni, il mio spazio doveva trovare un’identità e l’ha trovata: la stretta attualità, i grandi temi, il linguaggio. E le esclusive».
Per esempio?
«Abbiamo portato in studio Mohamed Fikri, il marocchino inizialmente sospettato dell’omicidio di Yara. Abbiamo intervistato per primi Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri. E, sempre per primi, abbiamo intervistato Irina Lucidi, mamma delle gemelline scomparse».
E la politica?
«Abbiamo parlato del caso Ruby, di intercettazioni, di Libia. Ho fatto l’«uno contro tutti», rivisitato in chiave “funariana”, con opinionisti e pubblico divisi in modo manicheo: nell’ultima puntata ha toccato  il 15% con Emanuele Filiberto. Abbiamo evitato le risse: il caos non lo sopporto, abbiamo fatto talk puliti».
Giletti dice che spesso vi sfidavate sugli stessi temi.
«Dall’attualità non si scappa: se c’è la beatificazione di Wojtyla, mica si può parlare d’altro quel giorno. Però rispetto alle coincidenze dei temi trattati farei due riflessioni. Quella benigna è che è ammirevole se una rete commerciale tratta argomenti propri del servizio pubblico. La lettura più maliziosa è che... non vorrei che fossimo stati proprio noi a fare in qualche modo da guida al servizio pubblico su tanti temi».
Capitolo ascolti.
«Abbiamo perso, ma certi numeri vanno analizzati. Giletti parte da un traino forte del Tg1, noi dal 10-12%. Senza il Tg1 lui ha fatto il 13, per esempio. Noi abbiamo un numero maggiore di break pubblicitari, loro uno solo in un’ora e mezzo. Noi abbiamo un pubblico più giovane e in movimento, Raiuno più adulto e stabile. Poi a quell’ora ci sono le partite, la Ventura, l’Annunziata, il Tg3... Detto questo,  stimo Giletti  e guardo l’«Arena».
Vi sentite mai?
«No, non siamo amici, ma abbiamo rapporti cordialissimi».
Gli invidia qualcosa?

«Lo studio. Se dovessi tornare, l’anno prossimo rinnoverei la parte scenografica, che è importante».
Lei e la Panicucci sarete confermati?
«Non so, prima pensiamo a finire questa stagione, poi deciderà l’azienda».
È soddisfatto di Fabrizio Corona come vosto collaboratore?
«Lui è esterno, non è nostro inviato. Credo che sia potente quando produce notizie, ma debba ancora lavorare su di sé come reporter».
Pensa mai a reclutare nuovi opinionisti, oltre ai soliti noti?
«Mi sarebbero piaciuti Giuseppe Cruciani e Filippo Facci. Spero che Vittorio Sgarbi torni a Mediaset. Sì, vorrei trovare nuove facce ma serve  un lungo lavoro di ricerca. Magari anche in radio».
Intanto lancerà “Tabloid” su Italia 1. Sarà una specie di “Lucignolo”?
«Nello spirito, forse. Ci lavoreremo noi di «Videonews» e «Studio Aperto» di Giovanni Toti. L’idea è semplice: trasferire la grammatica di un tabloid in televisione.  Il modello è il «Sun», ma italianizzato: cronaca nera, rosa e bianca. Ci saranno tre conduttrici. Si parte il 29 giugno in prima serata, in diretta».
Una curiosità: da fervente milanista, come ha festeggiato lo scudetto?
«Stavo lavorando, purtroppo! Ho mandato un sms ad Adriano Galliani,  colui che, nel 1988, mi assunse a Mediaset. Gli ho scritto: “Sei il migliore”. Sabato prossimo porto tutta la mia famiglia allo stadio. Domenica, quindi, mi vedrete in tv un po’ provato...».

di Alessandra Menzani

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Commenti all'articolo

  • KING KONG

    11 Maggio 2011 - 09:09

    tv spazzatura

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  • brownbook

    10 Maggio 2011 - 20:08

    Per fare più ascolti Brachino deve parlare ancora di più di morti ammazzati.

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