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Rai, Santoro fuori controllo: dopo il comizio gli insulti

Garimberti lo scarica: "Fuori dalle regole, non condivido come ha usato le telecamere. Conferenza stampa davanti a 8 milioni di persone. E' un demagogo". Replica di Michele: "Non parlo con lui. Sembra Ponzio Pilato senza averne la statura"

Rai, Santoro fuori controllo: dopo il comizio gli insulti
Giovedì sera l'appello a Paolo Garimberti, il presidente della Rai, rivolto Michele Santoro: "La volete la mia trasmissione o no?". Venerdì mattina la piccata risposta. "Non condivido l'uso delle telecamere per parlare dei propri contrasti, lo trovo fuori regola", ha spiegato Garimberti riferendosi al comizio improvvisato dal teletribuno nella puntata d'addio di Annozero (leggi il commento di Francesco Borgonovo).  "Adesso capisco - ha inquadrato la situazione il presidente - perché Santoro ha annullato la conferenza stampa: ieri sera ha potuto parlare a 8 milioni di spettatori". Poi Garimberti ha risposto anche a quella che è sembrata quasi una minaccia di Michele, che ha parlato della possibilità di rivelare il contenuto dei loro colloqui: "Non so se è una minaccia, comunque non la temo".


Siamo tutti ferrovieri - Dopo aver ricordato di avere dato la propria disponibilità a sostenere il conduttore sia nella prosecuzione di Annozero, sia nella realizzazione di un nuovo programma, dichiarata già lo scorso anno, Garimberti ha spiegato di avere incontrato Santoro, per la seconda volta in due anni, soltanto una settimana fa. In quella occasione, nell’ufficio del direttore generale Lorenza Lei, gli è stata comunicata la trattativa in corso. Garimberti ha poi concluso ribattendo a un'altra delle sparate di Santoro sganciate nella puntata di giovedì: "Anche mio padre è stato un ferroviere e questa è l’unica cosa che mi accomuna a Santoro".

"Demagogo" - Il giornalista aveva poi detto di essere pronto a lavorare in Rai anche per un un euro a puntata. "E' demagogia, il lavoro è una cosa seria e va retribuito - ha tagliato corto Garimberti -. Santoro è una star, fa alti ascolti e non può essere pagato solo un euro, ma secondo un contratto che va valutato sul mercato. Il resto - ha continuato il president - è demagogia per epater les bourgeois (stupisci il borghese, ndr), o i santoriani, e io non sono bourgeois né santoriano, e non mi faccio epater". Di opinione differente Walter Veltroni, che sul suo profilo Facebook dà un consiglio ai vertici di viale Mazzini: "Io credo che la Rai debba accettare la proposta di Michele Santoro con convinzione ed entusiasmo. E' una opportunità, non un problema".

La contro-replica - Santoro, ovviamente, non poteva tacere. La dura contro-replica si è fatta attendere giusto un paio d'ore. E via con in nuovo attacco ai vertici della televisione pubblica. Le bombe, al solito, vengono sganciate su Garimberti. "Visto che non ha nemmeno il coraggio di sottoporre al voto del Consiglio la mia proposta di continuare la collaborazione in Rai - ha tuonato il teletribuno - lo rassicuro sulla mia volontà di finire qua la polemica". Secondo Michele, infatti, "è inutile continuare il dialogo con chi cerca di imitare Ponzio Pilato senza averne la statura".

Ma voi Michele Santoro in Rai lo volete ancora? Commentate questo articolo e fateci sapere la vostra

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Commenti all'articolo

  • 7ernesto

    15 Giugno 2011 - 22:10

    Le sue cose private se li discute nei luoghi appropriati. Chi paga il canone vuol vedere trasmissioni degni come una volta. Avete ridotto la TV in un campo di insulti dando al paese un cattivo esempio della vostra volgarita'.

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  • rickyes

    15 Giugno 2011 - 17:05

    Era ora che andasse fuori dalle scatole.

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  • herbavoliox

    15 Giugno 2011 - 10:10

    Buffone semplicemente!

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  • OpenItaly

    14 Giugno 2011 - 12:12

    Dovreste fare ogni tanto un'analisi di coscienza... Castelli ha detto che lui Travaglio non lo vuole pagare con il canone e dicendo questo si è messo davvero in ridicolo. Qui non si tratta di essere di destra, di sinistra o della lega. Si tratta di riconoscere la verità. Annozaro fà uno share pazzesco e guadagna tantissimi soldi in pubblicità. Con questi soldi vengono pagati i contratti e tutte le spese del programma e quello che resta diventa GUADAGNO per la rai. Il guadagno della rai viene utilizzato per pagare le trasmissioni che non fanno share i cui introiti pubblicitari non riescono a pareggiare il bilancio. Questa non è faziosità, si chiama semplicemente economia. Al contrario il giornale come il vostro è solo una spesa per lo stato perchè prende i finanziamenti pubblici, quindi comprese le mie tasse altrimenti fallirebbe il giorno dopo. Travaglio almeno ha avuto il coraggio di affidarsi al mercato con il fatto quotidiano e voi quando lo farete?

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