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Santoro a Bologna con la Fiom scrive programma di sinistra

Precari, giudici, insulti al governo. Sul palco anche Benigni, Vauro e Ingroia. E Michele il teletribuno detta la linea / Borgonovo

Santoro a Bologna con la Fiom scrive programma di sinistra
«Michele, salvaci tu!» grida ridendo la signora con la maglietta rossa. Ed ecco che, come per miracolo, se ne ode la voce, immanente: «Dai diamanti non nasce niente, ma da questa piazza…».  «Cosa? Che cos’ha detto?». «I diamanti, ha detto i diamanti, cioè, mi sembra…».

Vabbé, comunque: buonasera signore e signori, ecco a voi il Santorissimo estate show. Di fianco alla signora, un uomo con barba e baffi grigi, anche lui ha la maglietta della Fiom, indica la struttura in mezzo al prato - non così grande ma scenografica, tre torri a circondare il palco centrale con la gente a sistemarsi intorno, il tutto assemblato con (simbolici?) tubi, e di fianco il megaschermo. E comunque il tipo sorride, «tutti in piedi, entra Santoro!»: così scherza, parafrasando il titolo della serata e sostituendo la parola “lavoro” - tema centrale - con il cognome del giornalista. Ché qui al parco di Villa Angeletti, Bologna, si celebra la serata-clou del festone del sindacato delle tute blu, dei metalmeccanici. E per l’occasione vi si è trasferita la compagnia di Annozero - e dunque, oltre a don Michele, anche Travaglio e Vauro e Ruotolo e Formigli, squadra che vince non si cambia.

Per la verità con qualche aggiunta, tipo Serena Dandini e Crozza  e  per la musica Silvestri e i Subsonica, ed è annunciata anche una “sorpresa”. E però Santoro no, non entra in scena subito, sono invece la Dandini e Vauro a condurre, e lei si rivolge subito al padre nobile, «ti riporto in Rai! ti riporto in Rai!». E poi ecco i personaggi “a tema”. E dunque in primis la precaria che l’altro giorno ha sfanculato Brunetta, subito assurta a eroina dei contratti a termine, ed è lei che apre la serata, «molto arrabbiata e molto indignata», e parte con la prima intemerata. A cui ne segue un’altra, della maestra di scuola. E poi un altra ancora, del ricercatore universitario. E dopo l’ovazione al video di Corrado Guzzanti nei panni del mafioso, «…Silvio, ormai non conti più una minghia!..», ecco il pm Antonio Ingroia, anche lui ormai colonna della compagnia, «neanche fossimo dei martiri predestinati», e poi «mi piacerebbe dire che faccio il magistrato antimafia per lavoro e non per missione», così parla.
 
Il cielo minaccia pioggia, ma il tempo regge e di gente ce n’è. Difficile quantificare, certo migliaia. Ed è un grande happening, così si diceva una volta. C’è il sindacalista che discute della vertenza e il ragazzo con la maglietta dei Ramones, e poi l’esponente del Pd con la spalletta sulla giacca che al baracchino all’entrata discute con uno che sfoggia sulla felpa la scritta «grillino parlante», e ancora il gruppo con bandiere tricolori e lo striscione e in testa la corona a simboleggiare la Repubblica offesa e ferita, e di fianco la signorina che «ma suona davvero Silvestri?». La Dandini dal palco, «Santoro chi lo vede, chi l’ha visto», poi introduce il monologo di Travaglio, seguitissimo. Ma c’è, Santoro c’è. Sta dietro, a tirar le fila. Non nel senso del burattinaio occulto, intendiamoci. Landini, che della Fiom è il segretario, l’aveva detto, «siamo qui per unire una storia e tante lotte». Ed è così: senza inoltrarci in discorsi pedanti, ma proprio Santoro sta riuscendo in quello in cui i partiti di sinistra hanno fallito, riportare all’interno del campo anche quelle frange che nel tempo il campo l’avevano abbandonato. E qui a Bologna li vedi, vendoliani e celentani, democratici e sindacalismi estremi. Ma tant’è, queste sono pippe.

Ma attenzione, ecco la sorpresa finale. Stavolta la introduce personalmente Santoro: «È Benigni!». Ed ecco Benigni che entra e salta al collo di Santoro e poi si butta per terra gridando «l’Italia s’è desta» e al pubblico in delirio «siete l’Italia migliore!». E poi comincia a parlare di Dio. Insomma, Benigni. Roberto sta ancora parlando. Ci allontaniamo, c’è da mandare l’articolo. Una macchina ci passa di fianco, riconosciamo la musica: «È una questione di qualità / o una formalità». Senti qua, sono i Cccp di Lindo Ferretti pre-conversione. Meglio di un commento.

di Andrea Scaglia

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Commenti all'articolo

  • ylly_drache

    19 Giugno 2011 - 13:01

    fascisti erano presenti al comizio del gruppo amici della Fiom.

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  • ylly_drache

    19 Giugno 2011 - 13:01

    Beh se il TG1 di Minzolini è di parte che cosa ne facciamo del TG3? Suvvia roby64 siamo sempre sul fifty - fifty. La tv pubblica NOTORIAMENTE controllata dalla politica (basti pensare a come funzionano le nomine) era diventata scandalosissima perché a parte vespa qualsiasi canale era schierato solo da una parte politica. Ora ci si è messo pure il berlusca a sistemare qualcuno dei suoi e tutti parlano di corruzione. Potrebbe anche essere ma a questo punto non vedo perché la corruzione dell'uno é più scandalosa dell'altra. Per me fanno schifo tutti e fanno ancora più schifo i giornalisti che sbandierano la libertà di stampa quando poi negarla ai colleghi (mi ricollego al caso boffo). Altra cosa la sinistra mi fa ancora più schifo e sa perché?? Mi dica quanti CONTESTATORI

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  • igorevy

    19 Giugno 2011 - 12:12

    Vedere il Sig. Ingroia mescolarsi faceto e pimpante al popolo degli estremisti mi fa venire il voltastomaco..... ma a chi è affidata la giustizia oggi? Sa il Sig. Ingroia che la Procura di Palemo sta indagando Travaglio per sospetti contatti con la mafia? Sa che un magistrato dovrebbe rimanere sempre superpartes? sa il sig. Ingroia che soggiorna immeritatamente nelle stanze che videro all'opera Falcone e Borsellino e che la sua presenza in quelle stanze, coeva con la sua presenza sul palco con Benigni, è un vero insulto alla dignità della giustizia?

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  • nevenko

    18 Giugno 2011 - 22:10

    Si vergognino Santoro e C. ma sopratutto l'Oscar Benigni a guadagnare ulteriori milioni sulle spalle di persone indigenti.E vengono pure applauditi da migliaia di creduloni.Vergogna!.

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