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La coerenza di Fini e Bersani: ora provano a sedurre i padani

Sirene delle opposizioni suonano per la Lega. Pier Luigi: "Carroccio rifletta, perché serve una nuova strada". Gianfranco invece...

La coerenza di Fini e Bersani: ora provano a sedurre i padani
Pier Luigi Bersani è deciso a prendere il padano per le corna. Ieri, in un attimo di ebbrezza, ha parlato da gran sapiente della politica e ha ammonito: «La Lega rifletta a fondo se sia o meno il caso di rilanciare sulla vecchia strada o trovarne una nuova, come credo sia indispensabile». Se Bossi in queste ore sente la camicia verde un po’ stretta, non si preoccupi: tira sul davanti perché l’opposizione gliela strattona.

La strategia di convincimento la esprime con chiarezza l’Unità, che ieri dedicava la copertina al pollice verso sventolato dal Senatur ai  cronisti, interpretato come un segnale nefasto all’indirizzo dell’amico Silvio. La teoria progressista è cristallina: «Gli italiani, se non si fosse capito, sono diventati sospettosi ed esigenti. Compresi quelli che domenica andranno a Pontida», vergava concitato, in assenza di Concita De Gregorio, il vicedirettore Luca Landò.  In sostanza, il Carroccio è caldamente invitato a lasciare, prima che affondi, il Titanic berlusconiano (il quale non avrebbe prodotto «risultati né per il Nord né per la Lega», sostiene il solito Bersani). Per l’occasione, ci sarebbero già varie scialuppe a disposizione, in primis quella targata Pd.  Poi, in coda, si affollano altre bagnarole, zattere e gommoni assortiti. Nel mare in tempesta s’intravede Carmelo Briguglio a bordo di un canotto mezzo sgonfio, travestito da sirenetto: «È questione di tempo, a Pontida o dopo: o la Lega divorzia da Berlusconi o i suoi elettori divorzieranno da lei», scandisce suadente, da fine stratega di Palazzo. 

Sentite che ideona ha partorito: «Bossi può diventare protagonista del cambiamento insieme a Fini e Casini, rifondando l’area politica e culturale del centrodestra italiano e dando vita a un governo di larghe intese in tempo per ridisegnare l’architettura istituzionale dello Stato e adottare la ricetta Draghi per l’economia». Infine, lo spaventevole ultimatum: «Maroni, Calderoli, Giorgetti, Zaia e Tosi, un ceto politico giovane e di grandi ambizioni, vogliono davvero finire come pretoriani dell’ancien regime o essere attori dell’Italia post-berlusconiana? Non rimane ormai molto tempo per decidere».

Ce li vediamo, i lumbard, già tutti in coda per allearsi con Futuro e libertà, con gli stessi personaggi che fino a un secondo fa li hanno dipinti alla stregua del male assoluto, demonizzando la Lega nemmeno fosse l’esercito di Satana intenzionato a saccheggiare il Sud e a gettare a mare gli immigrati previa campagna di raccolta degli squali più feroci. Stesso discorso per i democratici, i quali per la verità dai loro giornali proseguono ad agitare lo spauracchio normanno: giusto ieri, dopo soavi leccate di chiappe negli editoriali, nelle pagine di politica l’Unità raccontava che i perfidi padani con lo spadone vorrebbero la soluzione finale per gli stranieri.

Tutto ciò a dispetto delle parole untuose di Enrico Letta, che ieri affettava: «La Lega è una forza politica importante e rappresentativa che svolge un ruolo significativo in una parte del Paese». A parer suo e dei suoi compagni, Bossi per «continuare ad avere un ruolo» altro non può fare che mollare il Cavaliere. Un po’ come fece quel tale a cui dolevano i testicoli e per scacciare il fastidio se li tagliò. 

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • eureka.mi

    20 Giugno 2011 - 19:07

    Bossi è già protagonista e insieme a Berlusconi hanno lavorato bene. Fini e il Pd vedevano la Lega come il fumo negli occhi ed ora...leccano per cercare di condurli dalla loro parte. Bossi e Berlusconi hanno lasciato una traccia nell storia dell'Italia, Fini la lascerà a Montecarlo, Bersani continui ad arrotolarsi le maniche della camicia, è l'unico segno che può lasciare

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  • ginko

    19 Giugno 2011 - 14:02

    Sono a piedi e pur di andare da qualche parte sono disposti a fare l' autostop a chiunque. Sono due "statisti" di coerenza e di lealtà antiberlusconiana o come due escort salgono in macchina con il primo che passa?

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  • giangi46

    19 Giugno 2011 - 13:01

    I sinistri portavoce di Fini parlano di "destra" alla Lega,di alleanze di centrodestra tra la Lega ed il Terzo Polo (che sta un giorno a destra ed un giorno a sinistra, con la scusa che loro guardano al programma, ma in verità perchè cambiano pelle a seconda della convenienza!): dimenticano però un fatto importante.Fini ha perduto tutto,proprio tutto l'elettorato ex MSI ed ex AN, perchè noi prendiamo a calci in culo i traditori, i voltagabbana e coloro che vendono le case dei missini a quattro soldi.

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  • fibrillazione

    19 Giugno 2011 - 01:01

    Sapete come era definito il giovane Gianfry, ai tempi del "Fronte della Gioventù"? IL NIENTE CON GLI OCCHIALI" " "DIETRO GLI OCCHIALI NIENTE". E quanto avevano ragione!!!

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