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Galliano in aula per gli insulti La difesa: "Era ubriaco"

Al via processo per l'ex direttore creativo di Dior che rischia fino a 6 mesi di reclusione. "Colpa dell'alcol, non sono razzista"

Galliano in aula per gli insulti La difesa: "Era ubriaco"
Aveva urlato ubriaco "I love Hitler" davanti al tavolo di un ristorante e insultato pesantemente i clienti seduti accanto. Mercoledì pomeriggio, John Galliano, l'ex enfant prodige, ex direttore creativo di Dior è entrato in' un aula di tribunale a Parigi per rispondere alle accuse di ingiurie antisemite. Al palazzo di Giustizia, lo stilista britannico è entrato da una porta laterale, per sfuggire a tutti i fotografi appostati. Ma noonostante il processo, la griffe Galliano, controllata da Dior, macina ancora danari e sta preparando la sfilata di moda maschile prevista per venerdì sera a Parigi. "Siamo contenti ed eccitati di presentare questa collezione creata dallo studio", ha riferito un portavoce della griffe, ricordando che il marchio presenterà nei prossimi giorni anche una precollezione di pret-a-porter femminile, in vista della Fashion week di ottobre.

La vicenda -  John Galliano (50 anni) è accusato di ingiurie antisemite pronunciate in diverse occasioni. Le denuce risalgono tutte al febbraio scorso febbraio, quando ubriaco fradicio è stato fermato al bistrot parigino La Perle, dopo aver aggredito verbalmente una coppia seduta ad un tavolino di fianco. I due lo hanno accusato per gli insulti razzisti ricevuti e hanno sporto denuncia. Due giorni dopo, è stata la volta di una 48enne che ha raccontato  di essere stata insultata, in quello stesso ristorante parigino, l'8 ottobre 2010. Infine, il 28 febbraio il sito internet del tabloid britannico The Sun mise on line un video in cui lo stilista, sempre ubriaco, dichiarava "I love Hitler".

In aula - Licenziato in tronco da Dior, John Galliano ha sempre smentito le accuse di antisemitismo. La sua linea difensiva in tribunale punterà sulla sua dipendenza dall'alcol e dai farmaci, contro la quale, sostiene il suo avvocato Aurelien Hamelle, lo stilista si starebbe già curando.  "Il mio cliente era fuori di sè. Le affermazioni che gli vengono rimproverate non riflettono assolutamente il suo pensiero. Non è nè antisemita nè razzista", ha sostenuto il legale. Intanto diverse associazioni, come la Licra, la Lega contro il razzismo e l'antisemitismo, si sono costituite parte civile nel processo. John Galliano rischia fino a sei mesi di detenzione e 22.500 euro di multa.


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