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Vasco, bravo a lasciare ora: questa è la vita spericolata

In effetti, solo i grandi komandanti sanno quando è il momento di cambiare tutto, di cambiare marcia, di diventare grandi

Vasco, bravo a lasciare ora: questa è la vita spericolata
Senza parole. Gli spari sopra che sono piovuti domenica sera da Vasco Rossi hanno mandato ko milioni di persone. Eh già, ma non eri ancora qua? È vero ci vuole dignità, ci vuole fantasia, e allora che si fa? Eh già, riprenditi la vita che vuoi tu. In fondo la vita spericolata non è solo andare al massimo, andare a gonfie vele. In molti hanno provato a cercare il senso di questo annuncio, anche se  - come nella tradizione del Blasco - un senso non ce l’ha. Non si può spingere solo l’acceleratore. Ci si deve accontentare. Va bene, va bene così. In effetti solo i grandi komandanti sanno quando è il momento di cambiare tutto, di cambiare marcia, di diventare grandi. Indietro non si torna e a quasi 60 anni solo chi è spericolato può scegliere di dire ciao agli stadi esauriti, ai fan che cantano canzoni per te, al mondo che vorresti.

La prima reazione sarebbe di dire «no», siamo soli senza Vasco. Ma il Rossi che abbiamo in testa non c’è più. Quando rivediamo i video dei primi Sanremo o le corse su e giù dal palco con capelli al vento e fascia sulla fronte, pensiamo subito: com’era giovane, si vede che è invecchiato, ha messo su chili. L’orgoglio dei fan del Blasco però è proprio questo. E cioè, nonostante mille avventure è rimasto se stesso. Non si è rifatto per sembrare sempre giovane. Lui è giovane dentro, è ribelle per sempre, è l’amico di tutte le età perché centra le sensazioni di tutti.

Vivere non è facile neanche per Vasco, è tutto un equilibrio sopra la follia, ma lui - come ha scritto nel manifesto futurista della nuova umanità - ha fatto un patto con le sue emozioni: le lascia vivere e loro non lo fanno fuori. Si vede che ha finito la pazienza con la figura di rockstar che è esigente. Ti prende e ti porta via...

E poi, a forza di andare avanti, il mito si rovina. Finora abbiamo visto un gran bel film. Siamo pronti a vederne uno nuovo: un’evoluzione del Blasco, da incantatore di stadi a professore di musica, a «provocautore». Quella con tutte quelle bollicine.
Nella sua «straordinaria trentennale carriera» Vasco è stato vicino più volte alle dimissioni, ma alla fine ha sempre trovato l’energia e lo spirito per ripartire alla grande. Forse questa è la volta buona, ma t’immagini la faccia che farebbero  se fosse tutto uno scherzo e da domani non smettesse?

di Giuliano Zulin

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Commenti all'articolo

  • Joe1957

    28 Giugno 2011 - 16:04

    Da mettere nell'armadio dei giochi vecchi, quelli con cui giocavamo da bimbi, insieme a Paperino, Topolino, Bambi ed il rimbambimento che ci hanno lasciato

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